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Ripartire dall’Arte. Al MAXXI, convegno sulla gestione del patrimonio culturale dei privati

di - 18 Gennaio 2018
Si è tenuto il 17 gennaio, presso il MAXXI, il convegno “Arte e Impresa: Proteggere, Gestire, Valorizzare” organizzato da Minerva4Art, società di consulenza nel settore della valorizzazione culturale. L’incontro, che ha visto la partecipazione di ospiti istituzionali, professionisti del settore come ICCD, ICOM e FEDERCULTURE e aziende come ENI Spa, Assicurazioni Generali Spa e Fondazione TIM, ha permesso di avviare un dialogo tra enti pubblici e privati con l’obiettivo di giungere ad una sinergia tra aziende e istituzioni per una migliore fruizione del patrimonio storico-artistico italiano.
Quello delle Corporate Art Collections, le cosiddette collezioni d’impresa, è un fenomeno che, a oggi, investe realtà aziendali tra le più disparate, le quali, per ragioni diverse, hanno deciso di investire risorse economiche nell’acquisizione di opere d’arte e beni culturali e, necessariamente, devono fare i conti con i temi della sua gestione e valorizzazione. Col tempo questa pratica è divenuta, per le aziende, un vero e proprio asset strategico da spendere nel processo di costruzione e potenziamento dell’immagine del brand, di consolidamento nel territorio e di coinvolgimento dei dipendenti per creare una identità collettiva, un orgoglio di appartenenza, grazie a un elemento simbolico come quello della bellezza.
Piccole e grandi aziende hanno quindi la possibilità di costituire una propria collezione, promuovere il restauro di monumenti e sponsorizzare la realizzazione di progetti che valorizzino il patrimonio artistico nazionale anche in una dimensione sociale, pubblica e partecipata. In un terreno fino a oggi affidato soprattutto alla spontaneità delle imprese, viene evidenziata la necessità di definire un piano che integri pubblico e privato e che porti alla nascita di infrastrutture gestionali efficienti che siano nuclei polivalenti di arte ed impresa.
Partendo da questo, il convegno, incentrato su una serie di temi fondamentali come la ricerca tecnologica in capo museale e la sua sostenibilità, l’innovazione nella fruizione dei beni culturali, la conservazione, il restauro e la tutela del patrimonio, ha chiarito alcuni punti per una nuova definizione dell’offerta culturale che possa migliorare realmente la ricezione dei beni e restituire al pubblico dei contesti narrativi che suscitino un sentimento di appartenenza verso l’arte.
Il patrimonio culturale diviene così sia motivazione che motore di quel processo che porta alla sensibilizzazione della collettività e che produce, grazie ad un approccio progettuale, strutturato e strategico, nuovi posti di lavoro e quindi crescita economica. La cultura è un valore fondamentale della società contemporanea e da questa possiamo ripartire. (Elisa Eutizi)

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