E a sorpresa, a fine ottobre una giornata di studi ed un libro (edito da skirà) dedicati a Toulouse e Federico Fellini. Che dell’artista francese parlava con ammirazione, ironia, entusiasmo. Non sapeva niente sul buon gusto e avrebbe odiato e trovato kitsch l’invenzione del ketchup. Aveva l’infallibile intuizione del regista nato. Era una persona estremamente dotata – una grande testa su un piccolo corpo – che trasformò l’infermità in oro, come dovrebbe essere per ogni nevrotico col complesso d’inferiorità, ed io non faccio eccezione aveva detto in un’intervista, raccolta nel volume Sono un gran bugiardo. Così – complice una coincidenza di date che avvicina la mostra su Toulouse ad un allestimento su Fellini che sarà sempre ospitato al Vittoriano – è nata l’idea di un simposio. Per parlare di similitudini, tematiche comuni, immagini -donne e circo, per esempio – che in modo sorprendente ricorrono. (mcb)
Grandi ritorni, blockbuster e nuove mitologie del maxi schermo. L’agenda dei titoli imperdibili, da gennaio a dicembre
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