Fabio Sargentini ha inaugurato Venerdi 1 Marzo nella sua galleria L’Attico la mostra intitolata Il pensiero selvaggio, un incontro tra l’arte primitiva africana, di cui lo stesso gallerista è appassionato collezionista, e l’arte contemporanea.
Cinque combinazioni scelte per l’occasione e accostate tra loro in modo da far vibrare corde profonde.
Un autoritratto di Pino Pascali con due corna bovine in testa e una maschera rituale a forma di testa di caimano.
Un torso nudo dipinto da Fautrier e una maschera rappresentante una donna incinta con ventre gonfio e mammelle pendule.
Una iena bianca dipinta da Ragalzi, abbagliata di notte dai fari di un’auto e una statua lignea raffigurante un piccolo ippopotamo.
Una vera piroga scavata in un unico tronco da Nagasawa, e due maschere, una coperta di conchiglie e una con la faccia di scimmia.
Una lancia di Nunzio in legno e piombo e una maschera per cerimonie di iniziazione in legno e rame.
Lo stesso Fabio Sargentini al termine della presentazione nel catalogo scrive “Ogni mostra produce, grande o piccolo che sia, un valore aggiunto che va al di là delle singole opere esposte. Questa si è rivelata per me, più delle altre, una sorta di bricolage intellettuale”. (pls)
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