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Roma Golpe Capitale. Nel docufilm, la storia più umana che politica di Ignazio Marino

di - 30 Gennaio 2018
Roma Golpe Capitale è un film intenso e autentico, come la storia sulla quale ha voluto fare luce il regista Francesco Cordio. Una ricca carriera alle spalle, le sue opere, di profondo spessore socio-culturale, sono guidate da uno sguardo acuto e raffinato, capace di toccare corde delicate con sensibilità politica e artistica allo stesso tempo. Cordio è abituato a indagare fenomeni complessi, per esempio i problemi ma anche le potenzialità invisibili di esclusi e periferie, per riportarne al “centro” persone e idee, come nel documentario del 2010 sugli Ospedali Psichiatrici Giudiziari, prodotto per la Commissione d’inchiesta sul Servizio Sanitario Nazionale, e in molti altri ancora. Questa sua innata capacità è fondamentale per andare oltre la realtà manipolata delle cose, ragione per cui riveste, tra gli altri, il ruolo di membro nel Board Strategico dell’Associazione culturale ARTEPRIMA non-profit.
Nel film, dalle sfumature documentaristiche e cinematografiche ibridate magistralmente, si raccontano le vicende che si celano dietro la storia dell’ex sindaco di Roma, Ignazio Marino, un uomo che, con tutti i suoi difetti, nella sua semplicità, ha cercato di scardinare un sistema marcio e corrotto di cui fu vittima insieme alla città che cercava di salvare. A questo importante lavoro hanno contribuito artisti di fama internazionale, primo fra tutti Willian Kentridge, autore dell’opera Thriumps and Laments sull’argine del fiume Tevere, nonché del disegno sulla locandina, che avrebbe dovuto far parte del murales romano. Per la colonna sonora hanno contribuito una serie di brani editi dalla casa editrice e discografica Flipper Music, e le Nuove Tribù Zulu, con una versione rivisitata della storica canzone Bella Ciao.
Ignazio Marino ha vestito panni integerrimi e professionali assumendo un “potere” diverso, non inteso come sostantivo bensì come verbo: un “poter fare”, un “poter agire”, che però non gli è stato concesso (come avvalorerà poi la stessa giornalista Federica Angeli nel docu-film assieme a molti altri autorevoli testimoni). Un uomo non avvezzo alla politica corruttibile dal dio denaro, ma completamente fedele al pensiero di prendere decisioni giuste e necessarie lasciando in secondo piano il consenso a tutti i costi. La sua continua dedizione all’ascolto e alla comprensione è resa palese ancora dalla Angeli che racconta un episodio di scontri e violenze in un piccolo centro d’immigrazione all’Infernetto, dove l’ex-sindaco, attraverso un confronto basato sull’ascolto e sul dialogo, riuscì a spegnere le violenze dei gesti e degli insulti trasformandoli in consapevolezza e rimorsi, dove l’odio infondato per il “diverso da sé” cedette il posto alla ragione.
Una sensibilità d’animo alla quale la politica non era abituata. L’unica cosa che ha saputo fare, infatti, è quella di annientare l’immagine di Marino su basi ancora sconosciute, costringendolo alle dimissioni il 30 ottobre 2015.
Il film sarà visibile dal primo al 4 febbraio, al Cineforum Barbarigo. Qui il trailer. (Valentina Muzi)

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