Lo scorso 21 aprile, proprio in occasione del Natale di Roma, il sindaco Ignazio Marino e il Ministro Dario Franceschini hanno inaugurato l’illuminazione dei Fori Imperiali. Fino a quel momento il sito archeologico, sicuramente tra i più importanti del mondo, con il calare della notte spariva nelle tenebre, illuminato soltanto dalla Luna nelle sere di pleniluinio. A pensarci bene il fatto era abbastanza scandaloso, soprattutto se si considera che nel resto d’Europa sono sempre pronti a piazzare faretti sotto ogni tipo di monumento.
Dopo la scelta di pedonalizzare l’area, sicuramente impopolare ma necessaria per restituire dignità al sito, i Fori hanno preso vita anche di notte e per mano di una grande eccellenza romana, il tre volte premio Oscar Vittorio Storaro, insieme alla figlia Francesca, esperta di lighting design.
La valenza del progetto, finanziato dalla multinazionale anglo-olandese Unilever, ha avuto anche un riscontro internazionale. L’allestimento è infatti tra i finalisti del Darc Awards, che premia proprio i migliori interventi di illuminazione del mondo.
«Essere finalisti del prestigioso premio internazionale Darc Awards con il progetto portato avanti quest’anno dall’Amministrazione curato da Vittorio e Francesca Storaro ci riempie di orgoglio. – ha dichiarato Giovanna Marinelli – L’illuminazione dei Fori inaugurata il 21 aprile scorso ha dato straordinariamente luce alla Storia, è un percorso nuovo di conoscenza che ha permesso a tanti romani e turisti di poter guardare i Fori da una prospettiva a molti sconosciuta. È un riconoscimento prestigioso e naturalmente ora incroceremo le dita in attesa del risultato finale. Il progetto di illuminazione si inserisce in una visione più ampia, quella dei Fori come luogo vivo della città, bene di tutti i cittadini e turisti che possono goderne così della loro straordinaria bellezza».
Una conferma questa, che dimostra come l’Italia abbia tutte le carte per valorizzare il proprio patrimonio, se non fosse per il malaffare, l’incuria, la mancanza di fondi e di progettualità a lungo termine. Se, appunto.