Ormai era quasi una memoria storica per il mondo dell’arte capitolino. Dove aveva iniziato a lavorare da oltre trent’anni, in periodi ben lontani dall’attuale situazione dinamica e mutevole, ma anche aperta e comunque attenta al contemporaneo. Anche per questo la scomparsa di
Ugo Ferranti, il 7 gennaio a Roma, lascia molti “orfani”, in primis i molti artisti che il gallerista ha sostenuto fin da giovani esordienti, accompagnandoli spesso in successi anche internazionali. Molti i nomi noti legati già negli anni ’70 alla sua attività, da
Alighiero Boetti a
Francesca Woodman. E sul finire del decennio fu proprio lui a capire – fra i primi – le potenzialità di quel gruppo poi conosciuto come
Scuola di San Lorenzo, incoraggiando e spesso ospitando con mostre personali i vari
Dessì, Gallo, Ceccobelli, Domenico Bianchi. Negli anni questa propensione all’indagine e alla valorizzazione di talenti emergenti non era scemata, come nella recente personale dedicata ad
Andrea Nicodemo (Termoli, 1976). Attualmente la sua galleria ospitava una collettiva di piccoli formati di molti degli artisti passati per le sale di Ferranti, che alla luce di quanto accaduto assume le vesti di un – pur parziale – omaggio, con opere di Andrea Aquilanti, Bruno Ceccobelli, Gianni Dessì, Andrea Fogli, Giuseppe Gallo, Michaela Langenstein, Lucia Leuci, Felice Levini, Nunzio, Luigi Ontani, Piero Pizzi Cannella, Piero Pompili, Giuseppe Pulvirenti, Oliviero Rainaldi, Max Renkel. A Ugo Ferranti
Exibart dedicherà quanto prima un più approfondito a circostanziato ricordo.
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La scheda con le mostre recenti della galleria Ferranti[exibart]
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Ho sempre considerato un privilegio il rapporto avuto con Ugo, non solo un grande gallerista ma un uomo di grande cultura e sensibilità. Ho passato molte ore a farmi raccontare le sue innumerevoli esperienze, per me sono un bagaglio preziosissimo, ed in questi racconti mi ha sempre colpito la testimonianza del suo amore, usava proprio questo termine, per gli artisti.
Ci mancherai caro caro Ugo.
ho saputo della tua scomparsa da Andrea, ti ho conosciuto tanti anni fa ad un meravigllioso pranzo nella tua bella casa a Sgurgola, sei rimasto nel cuore, ciao Ugo
La perdita di questo uomo mi lascia perplesso. Non capisco ancora bene cosa sta accadendo,mi trovo catapultato in una marea di telefonate e messaggi molto belli che lo ricordano. Lo vedo ovunque, sento la sua forte presenza qui nel nostro ufficio dove per solito passavamo il tempo. Un tempo prezioso per me, lunghi racconti di una vita vissuta fino in fondo in maniera estrema, amava troppo la vita per morire mi diceva sempre. Dal giorno che abbiamo scoperto la gravità della sua malattia lui ha iniziato a pensare alla sua ultima opera da commissionare, la sua celebrazione di morte; non un funerale, ma un installazione, una sorta di vernissage...l'ultimo deciso da lui. Non oso chiamarlo il mio capo di lavoro, perchè così non èra ma bensì un maestro di vita, un amico, un padre. A mia sorpresa a volte mi definiva il suo "alter ego" e con il suo insegnamento cercherò di continuare sulle sue orme. Ringrazio tutti per il forte affetto che in questi giorni si è manifestato per la sua scomparsa.
MAURIZIO FARAONI. GALLERIA UGO FERRANTI-ROMA
Anch'io sono passato tante volte in via dei soldati,lo spazio era bello,ma le mostre che organizzavi erano spente,forse solo una volta quando vidi le foto di serrano mi emozionai, ma erano lavori che gia giravano negli states da molto tempo.
Amavi oggetti ed istallazioni concettuali, che di concettuale avevano ben poco........non amavi la pittura.
Ma quello che sopratutto mancava, era il guizzo, il colpo a sorpresa.....la provocazione........diciamocelo caro ugo,il tuo lavoro era molto ordinario.
Niente di personale
Mi mancherai
Caro Ugo,
avrei voluto salutarTi un’ultima volta, come promesso.
Realizzerò quel progetto di cui parlavamo.
E sarà per Te.
Buon viaggio. Lucia
Seppi da un amica che Ugo ferranti amo' il mio lavoro a prima vista ,ancora prima di conoscermi , vedendo alcune mie foto esposte in una galleria.
Dopo pochi giorni mi telefono' per chiedermi di fare la mia prima personale da lui alla quale ne seguirono altre.
Quello che mi colpi' furono la modestia e la semplicita'con le quali mi
parlo'rispetto all'importanza che aveva la sua figura, nel mondo dell'arte
Con questo breve ricordo voglio solo esprimere tutto cio' che durante le mie successive mostre imparai dai suoi silenzi a volte imbarazzanti ma che sostituivano folgoranti e precise intuizioni da cui sempre imparavo qualcosa.
tutto cio lo rendera'ancora presente...
Come sempre, quando una bella persona e un importante protagoniosta della cultura e dell'arte se ne va, viene da pensare con rammarico al vuoto che lascerà e che sempre più difficilmente sarà colmato da personaggi di pari statura... Non ho mai mitizzato il passato e "i grandi vecchi" ma certo oggi, va detto, guardando il panorama che la società ci offre e che il sistema dell'arte ci riserva, sospirare è quanto meno lecito...
Un saluto con qualche rimpianto ad Ugo Ferranti in ricordo di una speciale, illuminante "chiacchierata" fatta, qualche tempo fa...
Ciao Ugo, un saluto caro, in ricordo dei bei tempi della Marranella, quando Clemente s'era preso er ramadan...
Caro SIGNOR UGO,sono paolo dei fava romnesca e volevo salutarla oggi perchè ieri ho voluto solo cantare ,spero d'averlo fatto come piaceva a lei.grazie di tutta l'arte che mi ha fatto respirare.
Uno uomo straordinario, un geniale innovatore creativo, che non ti stancavi mai di ascoltare e che riusciva a farti ridere e piangere su tutto da Mahler alla Franca Valeri, dalle battute esilaranti alle citazioni piú dotte. Da te ho appreso molto sulla vita, sull'arte e sulla bellezza. Non dimenticheró mai tutti i momenti passati insieme a te e Liliana, e i cari Giancarlo e Rafael che ora hai raggiunto. Gerardo