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Roma non si ferma più. Un’installazione di Kapoor e poi inaugura il nuovo Maxxi. Con Manzelli e Kara Walker

di - 28 Novembre 2003

Apre il 2 dicembre il primissimo spazio di quello che sarà il MAXXI, il museo delle arti del ventunesimo secolo, il Pompidou in salsa romana, insomma il più importante centro d’arte contemporanea del paese. Il progetto sta andando avanti (tanto che lo spazio dove dal 2000, anno ufficiale di costituzione, ad oggi sono state allestite le mostre è oggi completamente devastato) e il cantiere dovrebbe correre spedito sino al 2006 quando una buona parte del museo disegnato dal tratto inconfondibile di Zaha Hadid sarà consegnato. E nel frattempo? Il MAXXI non si ferma affatto. Dopo le piccole mostre (spesso anche molto convincenti) organizzate in quello che sarà l’atrio, le attività del centro diretto da Paolo Colombo si sposteranno in un’ala predisposta per l’occasione e curata, nel recupero da da Margherita Guccione e dal Servizio Architettura e Urbanistica della Darc. Un nuovo spazio quindi, il primissimo del progetto definitivo del nuovo MAXXI.
La struttura, che Exibart è in grado di anticipare con delle fotografie letteralmente rubate, è stata studiata in moduli e ‘suite’ che replicheranno idealmente la suddivisione che sarà del futuro MAXXI: Maxxiarte da una parte e Maxxiarchitettura dall’altra.
E saranno appunto di arte e di architettura le mostre che inaugureranno questo nuovo spazio capitolino. Rispettivamente Kara Walker e Margherita Manzelli a cura di Paolo Colombo e il progetto d’architettura Mobilitaly sul tema della mobilità e curato dalla critica milanese Cloe Piccoli e Pio Baldi direttore della DARC – direzione per l’arte e l’architettura contemporanea, che del MAXXI è diretta genitrice.
Il 2 dicembre non si esaurirà nella piacevole sorpresa di trovare un nuovo MAXXI nel quartiere Flaminio. Nello stesso pomeriggio infatti inaugurerà alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna una installazione di Anish Kapoor che promette bene.
A Roma hanno iniziato a lavorar decentemente (e ad aprire nuovi spazi a raffica) le gallerie private. Se ci si mettono con serietà anche i musei la situazione può farsi interessante. Anche considerando che tra Gnam, Macro e Maxxi i cantieri aperti per la costruzione di nuovi centri d’arte contemporanea (tutti con firme architettoniche di prestigio) sono nella capitale ben tre.

strumenti
qui tutte le foto del cantiere del Maxxi e i link alle schede tecniche delle due mostre
qui i dati tecnici sulla mostra di Kaporr
link correlati
Darc
Maxxi

[exibart]

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