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“Rose” per il MAMbo: ecco la nuova residenza, che porta in italia il collettivo Mahony. In due luoghi-simbolo della cultura cittadina

di - 20 Maggio 2016
Dopo le grandi mostre dedicate a Pasolini e a David Bowie, il “nuovo” MAMbo guidato da Laura Carlini Fanfogna sembra proprio non sbagliare un colpo. Questa volta, l’attenzione è rivolta alla giovane arte internazionale: è stato infatti presentato questa mattina il progetto “ROSE”, programma di residenze d’artista a cura della giovane e preparata Giulia Pezzoli, grazie al quale l’Istituzione Bologna Musei riscopre due luoghi legati al Museo d’Arte moderna, purtroppo fruiti solo in rare occasioni negli ultimi anni: la storica sede di Villa delle Rose in via Saragozza, e l’abitazione di Sandra Natali, illuminata professoressa bolognese che alla sua morte ha lasciato la propria casa in eredità al Museo affinché ne facesse residenze per artisti. Per questa prima edizione di ROSE, vincitori del bando di selezione – svoltosi a chiamata diretta – è stato il collettivo austro-tedesco Mahony. A loro spetta un budget di 20mila euro (anch’essi parte del lascito di Sandra Natali) per realizzare una mostra finale all’interno della splendida cornice di Ville delle Rose. Il progetto presentato dal collettivo Mahony, fondato a Vienna nel 2002 e composto da Stephan Kobatsch, Jenny Wolka e Clemens Leuschner, si intitola Ghosts and self, e si incentra su un’articolata riflessione sugli effetti della passata politica coloniale europea ancora oggi presenti nella nostra cultura. In collaborazione con il Museo di Antropologia dell’Università di Bologna, i Mahony stanno attivando un’indagine sulle modalità espositive delle opere presenti nel museo, concentrando loro attenzione sulla sezione degli strumenti antropometrici e dei calchi facciali. Ancora non conosciamo l’esito finale della loro ricerca, per quello bisognerà aspettare l’inaugurazione della mostra il prossimo 9 giugno,  ma le premesse sembrano essere molto interessanti. (Leonardo Regano)

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