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Sandretto Re Rebaudengo e Whitechapel Gallery. Debutta trionfalmente a Londra la collaborazione dell’anno. Che apre con Maurizio Cattelan

di - 26 Settembre 2012
Ha inaugurato ieri, con Francesco Bonami che faceva le corna al manichino di Maurizio Cattelan appeso allo stendino da bucato in La rivoluzione siamo noi nella foto diffusa da “La Stampa”, in una mossa che ricordava il “Cavaliere” Silvio Berlusconi nei suoi momenti “migliori”. Si intitola “Think Twice” il progetto che avrà una durata annuale e che coinvolgerà la collezione della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino, ospitata dalla Whitechapel Gallery di Londra, che per la prima volta nella sua storia offre lo spazio a un progetto dedicato a un artista italiano. Curata appunto da Bonami, non si poteva cominciare che da lui, il Maurizio nazionale, visto che ormai tutti, dagli addetti ai lavori agli studenti fino a chi di arte sa poco o nulla, ne parlano come fosse un componente della famiglia. Sarà anche per questo che Whitechapel ha deciso di iniziare la sua collaborazione torinese proprio con uno dei più discussi (e forse discutibili) artisti del mondo occidentale. Ma di Cattelan qui non vi sarà nulla di inedito, si troveranno diverse opere storiche, da Bidibidobidiboo, del 1996, in cui uno scoiattolo impagliato si spara mentre è seduto al tavolo della cucina; Il Bel Paese, 1995, il tappeto su cui camminare che porta la forma della confezione tonda del celebre formaggio e altre produzioni più “satiriche”: il simbolo delle Brigate Rosse usato come decorazione natalizia, il ritratto di se stesso appeso al muro, vestito di un cappotto di feltro a ricordare (o scimmiottare) Joseph Beuys.
La piccola retrospettiva dell’artista veneto resterà in scena fino al prossimo 2 dicembre, poi vi saranno 3 collettive: “Viral Research”, per tutto l’inverno e fino al 10 marzo, “Love Meal”, che occuperà gli spazi fino a giugno e “Have you seen me before”, che si chiuderà il prossimo settembre. Una pioggia di stelle ha accompagnato l’opening di ieri sera: Nicholas Serota, direttore della Tate, François Pinault e il direttore del Guggenheim Museum, Richard Armstrong, solo per fare alcuni nomi, che secondo “La Stampa” avrebbe dichiarato: «Sono qui per Patrizia. La sua collezione privata, una delle più importanti d’Europa, è straordinaria. Persone come lei danno energia al nostro mondo».

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