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Scatti sulla via Emilia. Ecco l’11esima edizione di “Fotografia Europea” che racconta le trasformazioni del mondo contemporaneo, dal punto di vista di una strada

di - 9 Maggio 2016
Con “La via Emilia. Strade, viaggi, confini” si è inaugurato a Reggio Emilia il vasto programma di Fotografia Europea che fino al 10 luglio presenterà numerosi eventi espositivi coinvolgendo oltre alle location ormai rodate anche una serie di sedi off sempre poste sulla storica Via Emilia (Collezione Maramotti di Reggio Emilia, CSAC di Parma, Linea di confine per la Fotografia Contemporanea di Rubiera e Fondazione MAST di Bologna) da cui è nato il concept del festival: come raccontare nell’intreccio di sguardi distanti le metamorfosi di un luogo e della modalità di condensarlo in uno scatto. Si parte dai Chiostri di San Pietro con “1986. Esplorazioni sulla via Emilia”, riproposizione di una rassegna curata da Luigi Ghirri nel 30 anni fa, e “2016. Nuove Esplorazioni” per un efficace dialogo a distanza tra l’ordinary world cercato dietro le immagini da cartolina di Barbieri, Basilico, Ghirri, Jodice, Castella, Chiaramonte, Guidi, Kinold, Nori, White, Willmann e le nuove visioni di Bublex, Graziani, Rovaldi, Stumpf, Tranchina, Ventura, Vitturi che cercano di riappropriarsi di un pezzo di quel mondo che così mutato nella sua corsa perenne spesso ci sfugge di mano. Ai Chiostri di San Domenico interessanti le “Nuove Strade” di Beauguion, Kuwajima, Mahboubian e Culiere, Minelli, Santese e Bove dove è la strada a portarci dall’Emilia ad altre storie non poi così lontane. Per un assaggio di fotografia europea emergente “Sideways” a Palazzo Casotti, mentre decisamente più mainstream, ma imperdibile Walker Evans a Palazzo Magnani. Questa è soltanto una ristretta selezione di una proposta espositiva fittissima in cui la qualità non manca, anche se spesso vi capiterà di incontrarla per caso in qualche spazio off perdendovi sulla Via Emilia in cerca delle sedi ufficiali di una kermesse comunque godibile. (Martina Piumatti)

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