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Schiele conteso. 63 opere trafugate dai nazisti, al centro di una disputa tra eredi e mercanti

di - 30 Agosto 2018
Una sorta di tiro alla fune, in cui a essere contese sono 63 opere di Egon Schiele. Da un lato, gli eredi dell’attore, musicista e collezionista austriaco Fritz Grünbaum, dall’altro Eberhard W. Kornfeld, facoltoso mercante d’arte svizzero. Sullo sfondo, l’orrore della Seconda Guerra Mondiale e le persecuzioni perpetrate dal nazismo.
La German Lost Art Foundation, istituita nel 2015 dal governo tedesco, gestisce il database più completo e affidabile di opere d’arte saccheggiate dai nazisti, composto da circa 170mila resoconti dettagliati di opere rubate e diversi milioni di altri oggetti che in alcuni casi è anche riuscita a rintracciare, facilitandone la restituzione ai legittimi proprietari. Ma in questi giorni sta facendo molto discutere la derubricazione di 63 opere realizzate da Schiele e originariamente nella prestigiosa collezione Grünbaum, assecondando, a quanto pare, le pressioni di alcuni mercanti d’arte interessati all’acquisto.
La cancellazione è un evento raro ed è stata messa in discussione dagli eredi del popolare attore e cabarettista viennese che, nel 1938, fu internato nel campo di concentramento di Dachau, dove morì di lì a poco, ufficialmente per un attacco di cuore. Dopo l’arresto, la moglie di Grünbaum, Elisabeth, si trovò a gestire la collezione, che comprendeva circa 400 pezzi e seguendo le leggi del Terzo Reich fu tenuta a presentare un inventario dei beni. Quando fu costretta a fuggire dal suo appartamento, non ebbe altra scelta che quella di abbandonare la collezione al suo destino ma venne deportata in un campo di concentramento a Minsk e lì perse la vita, nel 1942. Gli eredi della famiglia sostengono che i lavori furono presi dai nazisti durante la guerra, mentre secondo i mercanti d’arte dietro alla decisione della German Lost Art Foundation, le opere furono inviate dalla stessa Elisabeth ai suoi parenti in Belgio, prima dell’arresto.
La provenienza è certificata da Kornfeld, che ha presentato diversi documenti a sostegno, come alcune dichiarazioni di Mathilde Lukacs-Herzl, sorella di Elisabeth. Tuttavia, gli eredi contestano la veridicità di questi documenti, comparsi quasi due decenni dopo la morte di Lukacs-Herzl ed evocano un precedente recentissimo. Nell’aprile di quest’anno, un tribunale di New York ha condannato il commerciante londinese Richard Nagy, che riteneva invece di aver acquistato legalmente due delle opere di Schiele incluse nella vendita di Kornfeld. Ma il giudice non è stato d’accordo e, non ritenendo esaustive le prove che Grünbaum avesse volontariamente lasciato la sua collezione agli eredi, tra cui Lukacs-Herzl, ha condannato Nagy.
Per adesso, le opere non sono più nella lista e potranno essere immesse sul mercato.
In home: Egon Schiele, Ritratto di donna. Courtesy of Collection Grünbaum
In alto: Egon Schiele, Donna con il grembiule nero. Courtesy of Collection Grünbaum

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