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Grazie Sgarbi! Bellissima nitizia.
In vero Piazza Armerina, ovvero la villa del Casale, è una delle tante bellissime opere artistiche presenti nella Sicilia.
Fa specie che nessuno, ma dico nessuno e per nussuno intendo neanche i sicialini stessi, sanno di un paesino collocato verso Palermo ma nell'entroterra: l'ingresso in auto avviene da una strada provinciale che passa sotto una scultura a stella, gigantesca, un'opera di Consagra se non vado errato. Il paese è Gibellina Nuova. Gibellina vecchia, il paese originario, è andato distrutto con un terremoto, molto noto alla cronaca italiana, fatto di pochi isolati su un fianco di una collina. Gl'isolati rimasti, presenti solo con le aree delimitate dalle mura alla base degli edifici crollati, sono stati compattati in blocci di cemento, per l'intervento di un rinomatissimo artista del secolo scorso: Burri. Arrivando dalla strada con l'auto, ad una svolta sopra stante il cimitero si vede improvvisamente questo lato di collina, oltre la valle, che luccica come una carta stagnola; la posizione la rende illuminata nell'arco dell'intera giornata. Si vede come una sorta di piastra tagliata, con delle fenditure parallele ma non rettilinee: sono i tracciati stradali del vecchio paese. Ricordo visitandolo un'estate di anni fa, di aver rivisto a breve distanza di tempo una pubblicità di scarpe da ginnastica, in cui un giovane atleta correva su degli spiazzi inclinati di cemento, e si vedevano chiaramente le fenditure sullo sfondo. L'interpretazione artistica del luogo così restituito alla memoria, va sotto la tipologia di opere della land art, e nel caso specifico dell'artista, del cretto.
Questo luogo dimenticatissimo dalla critica e dagli storici, fa pendant con lo spargimento di opere scultore e architettoniche disseminate nel paese ricostruito, a due passi dal tempio di Segesta.
Piazza Armerina urla probabilmente interventi come sarebbero opportuni da realizzare a Selinunte. Sgarbi non so perché, ma vede solo quello che fa comodo a lui.
Angelo Errico