Torna a Roma, in versione autunnale, Son et Lumière, evento che ha sua “ragione sociale” nel far rivivere i luoghi d’arte attraverso la suggestione di luci e suoni, nell’unire cultura e spettacolo con l’uso di mezzi tecnologici, musica ed elementi scenografici. Ed ecco allora la nuova Installazione Erbario Alchemico, che trae appunto ispirazione dalla tradizione alchemica viva e fiorente tra l’antichità e il Cinquecento, un tempo in cui il sapere faceva appello a pozioni, elisir, piante officinali per la cura del corpo e dell’anima. Giganteschi “herbum follus”, alte piante immaginarie illuminate, accolgono il visitatore, mentre la musica di Philippe Glass da origine a un tappeto sonoro su cui innestare i “sussurri” delle piante che recitano gli ingredienti di pozioni curative. All’interno invece un caleidoscopio di specchi riflette continuamente immagini e suoni, avvolgendo lo spettatore in un’atmosfera ancestrale da attraversare come in un sogno. Ideazione, regia e montaggio della video-proiezione sono opera di Massimo Navone, regista teatrale e direttore della scuola di teatro “Paolo Grassi” di Milano, mentre Francesca Angeli ha ideato i testi delle voci narranti, e lo scenografo Fabrizio Palla e il sound designer Hubert Westkemper hanno curato gli elementi illuminotecnici.
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