Omaggia, così, non solo una scelta programmatica che abbraccia tutti i campi della cultura, ma anche la propria prestigiosa sede espositiva maiorchina: il celebre Gran Hotel di Domenèc y Montanér, allievo di Gaudì, che costituisce una delle tappe obbligate della storia del Modernismo catalano.
L’edificio, nato come hotel di lusso e successivamente destinato ad accogliere degli uffici amministrativi, è stato, infatti, oggetto di un complesso restauro che lo ha riportato allo stato originario, salvandolo dall’oblio in cui era stato lasciato in lunghi anni di incuria e di abbandono.
Il palazzo, che ospita almeno 3 mostre contemporaneamente, è anche sede permanente della collezione del pittore Anglada-Camarasa, di una biblioteca espressamente dedicata alla cultura modernista, di un bookshop specializzato in arte e di una frequentata caffetteria. (elena franzoia)
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