Non si è fatto che parlare di scelte curatoriali sbagliate, di Sgarbi, della Curiger, delle scelte poco coraggiose, degli spazi troppo piccoli o troppo grandi, del pubblico snob….oltre all’involucro però sarebbe anche il caso di guardare il suo contenuto. Sarebbe impossibile riassumere tutte le opere degli artisti presenti alla Biennale, ma almeno darvi un’idea di quelle che ci hanno colpito lo possiamo fare.
Spettacolare la performance del duo Allora&Calzadilla, che stupiscono tutti con un carroarmato rovesciato di fronte al Padiglione statunitense. Sopra la macchina da guerra un tapis roulant sul quale corrono con disinvolura gli atleti della squadra di Atletica leggera degli Stati Uniti.
Entrando nel Padiglione cinese invece si rimane colpiti dalla presenza di ben cinque artisti, che ci guidano attraverso un percorso sensoriale, fra tè, spirito, fiore di loto, erba medicinale e incenso, un angolo di Cina nei Giardini di Venezia.
Discussa la crocefissione di Veneziano, che rappresenta un Cristo griffato con slip di Dolce&Gabbana, in linea con l’anima irriverente e provocatoria dell’artista.
Vero colpo di scena quello dell’attesissimo Padiglione britannico, che sceglie Mike Nelson per stravolgere gli spazi e gli ambienti, veri e propri set in cui tutto sembra finto. Entrando si prova un senso di disorientamento e si capisce perchè l”artista abbia impiegato 3 mesi per realizzare il lavoro. Falsi muri, porte finte e spazi senza tempo, che sembrano essere stati da poco abbandonati, un letto sfatto e una doccia fanno sentire noi degl iintrusi.
Attesa la balena spiaggiata di Loris Greaud in cui si mormora si potrà entrare e “soggiornare” nella pancia del mammifero e provare la sensazione di essere Pinocchio per qualche ora. Non a caso l’artista la esporrà nel padiglione da lei chiamato Geppetto Pavilion. To be continued….(a cura di giulia fontani)
[exibart]
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