Strano articolo sull’attuale numero di FlashArt in coda alla sezione delle ‘Lettere’.
Il direttore Politi firma un pamphlet dove una condivisibile stroncatura, come ce ne dovrebbero essere normalmente e costantemente, viene fatta passare come una mezza questione di stato.
La cosa singolare è che Giancarlo Politi prima di entrare nel merito si lamenti di dover scrivere lui stesso sull’apertura della nuova galleria milanese di Massimo de Carlo poiché nessun redattore, “forse per non inimicarsi il gallerista”, ha avuto il coraggio di farlo.
Insomma una concezione un po’ distorta del giornalismo che non dovrebbe servire, neppure nell’arte, per farsi amici o nemici, ma per informare i lettori…
E poi delle due l’una: o FlashArt è zeppa di redattori fifoni, oppure il carismatico direttore -o chi per lui- ha fatto cilecca in autorevolezza. Non riuscendo a persuadere neppure un articolista a fare il proprio lavoro.
[exibart]
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TUTTO INVENTATO. QUANDO UNO SI AZZARDA A PROVARE A SPEDIRE IN REDAZIONE UN ARTICOLO CON UN MINISTRONCATURA ECCO CHE TE LO TAGLIANO E ZAC VIA LA STRONCATURA...
... ed effettivamente ho dovuto rileggere due volte quell'ambiguuo intervento di Politi sul suo giornale ...
Mi sembrava di aver capito male.
Avevo capito bene.
Dà del deficiente a tutti i suoi collaboratori, si fa harakiri e rende manifesta la mentalità di tutto il giornale: i collaboratori hanno semplicemente perseguito la strategia di fondo di Flash art, e non c'era bisogno che Politi ce la confermasse.
Paura di scrivere male di un potente (e bravo) gallerista/mercante?
E perché? Per ottenere cosa?
La libertà d'espressione e d'opinione è uno dei fondamenti del lavoro di un critico d'arte. Forse questa libertà si paga, ma vivaddio!, conquisti e ti assapori l'onestà nei confronti di te stesso e dei tuoi lettori.
Alcuni collaboratori di "Flescart" si firmano, in talune occasioni, critico indipendente.
Indipendente?
gentile davide, difficilmente avremmo mai pensato di prendere le difese di questo portale (che si difende da se) ma davvero crediamo che si stia toccando il fondo.
se il principo dell'in-(suffisso neutro)-formazione e cioè il dare forma a una notizia verso un fruitore per far scattare quel sistema che, qui semplificato in ABC, si chiama comunicazione è la priorità di una qualunque "testata" giornalistica, non vedimao davvero come le tue sifatte critiche possano aver peso. non è più tollerabile che appena si inserisce il nome di politi, o chi per lui, si gridi sistematicamente allo scandalo, alla polemica, all'attacco. il diritto di critica, come il dovere di cronaca, sono specifiche della professione e il "sistema arte" non è solamente l'artista, ma anche il "mondo", spesso maleodorante, che vi ruota attorno.
se esistesse un Pulitzer italiano per le riviste del settore, a nostro avviso, exibart lo avrebbe già vinto per l'incredibile inchiesta sul misfatto girondini-bertola-lega nord-fondazione querini stampalia. questa inchiesta portata avanti a "grado zero" in-formando semplicemente "i fatti".
questo stesso metodo è stato usato dalla redazione per questa news, utilizzando un diritto di critica liberamente esercitabile in un paese democratico. se lo è ancora un paese, questo. anche perchè, per conoscenza, sappiamo che ogni informazione redatta nelle news è "certificata" attraverso un'attenta valutazione.
che vi sia un problema interno alle redazioni, un ri-taglio dei pezzi lo si sà. ma il voler usare uno strumento di pubblica informazione per esercitare un non meglio precisato potere ai danni di terze parti, o per avvaolrare un potere, ci sa molto da loggia p2. se qualcuno se la ricorda ancora.
ma allora, caro davide, visto che desidera parlare di arte (e a questo punto davvero non se ne può più) inizi lei! apra un suo sito, un suo blog, una sua newsletter, una telestreet, un giornale, una rivista, insomma qualunque cosa e ci illumini con le sue dotte considerazioni. ma stia attento a non fare mai nomi e cognomi.
... parliamo di arte ??!
ancora polemiche flash art - exibart...
siete peggio di striscia - bonolis!
invece di commentarvi tra di voi forse il vostro spazio sarebbe meglio occupato parlando, che ne so, di arte?
gentile davide,
gentile tonelli,
volevamo solamente precisare che mai nessuno ci ha "cacciato" da nessuna community. qualche mese fa decidemmo di ns spontanea volontà di escluderci dal servizio premendo il pulsante di "autodistruzione" nella ns homepg. per ragioni che qui non c'entrano.
detto questo crediamo che, e senza scomodare l'art. 21, il portare alla luce determinate notizie sia fondamentale per de-provincializzare, de-quartierizzare, il mondo dell'arte italiano.
in un qualunque altro paese europeo ci sarebbe l'antitrust a vigilare su molte delle iniziative editoriali citate qui sotto. dalla ricerca di una casuccia in sicilia, caso mai fronte mare abusiva in attesa di condono (visto che siamo tutti amanti del bello come zeffirelli), agli attacchi sistematici costruiti redazionalmente per mantenere una leadership, a iniziative editorial commerciali davvero ai limiti della legalità.
ad esempio la pubblicazione di un bel "manuale della community", che exibart potrebbe mettere in cantiere per artissima 2004, recensendo i suoi iscritti ai quali dedica una pagina per il sudddetto manuale; poi exibart potrebbe venderlo, a una ventina di euro a copia. gli artisti sicuramente un paio di copie a testa se le comprerebbero e comunque il "manuale" a priori sarebbe già pagato. senza metterci pubblicità, inserti galleria, e caso mai un mini-reportage sulla scena (pechè c'è ancora chi è convinto che esistano le "scene artisitiche" nelle città) torinese, nel caso di artissima.
ma è solamente un esempio... anche perchè lo stesso portale potrebbe coordinarsi con un albergo nei pressi i siena, ad esempio, e costruire, sempre grazie agli utenti qui iscritti, una sorta di "festa dell'arte". si pagherrebbe, l'operazione, già da se. inventandosi una "fieretta" che in raltà nasconderebbe solamente un becero e squallido business.
oppure gentile daniele, guardiamo il prezzo di copertina della rivistaccia citata. conta le pagine pubblicitarie, moltiplica gli entroiti. considera i costi di stampa (oramai livellati sempre più verso il basso, poveri stampatori) controllane la tiratura, i sedicesimi o i reali fogli macchina che sono sempre quelli (meno informazione più pubblicità) etc. insomma valuta la qualità di spesa che tu (noi) consumatore stai per fare. davvero conviene spendere quei quattrini per finanziare la casuccia abusiva fronte mare in attesa di condono?
e non è giusto portare alla luce queste dinamiche?
per quanto riguarda le recensioni che a volte vedono presenti delle stroncature, noi ci estraniamo.
perchè in origine sono forme racconto in tono diaristico. (e questo è uno di quei motivi per i quali non avevamo voluto appartenere più alla community, dopo uno scambio di opinioni con chi dirige). e cioè non è possibile che il lavoro di una persona, artista (???), possa essere valutato da un redattore a volte e troppo spesso alle prime esperienze. è una logica di "a tu per tu" che funziona troppo spesso solo per la rete.
spesso i nomi dei redattori, che a volte durano il tempo di una stagione, sono sconosciuti. neo diplomati o studenti che a ns modesto avviso, e senza voler offendere nessuno, non hanno la preparazione per valutare una mostra, di qualunque tipo essa sia. cioè sono privi di quelle competenze specifiche, anche se immaginamo verranno valutati i curriculum.
è altresì doverosa anche ammmettere che in alcuni casi, questo portale, diventa fucina di talenti. ma sono rari questi casi. ed è per questo che ci piacerebbe una costruzione differente nella visione dei singoli pezzi. dove, e come funziona nella critica cinematografica, ad una neurtra descrizione, ma fatta bene (descrivendo lo spazio, l'illuminazione, l'atmosfera generale, i dettagli anche meno appariscenti) segue la descrizione/informazione dei pezzi in mostra e solo, successivamente, in una chiosa evidenziata in calce una sezione dedicata al commento del redattore, che "democraticamente" può essere a sua volta commentata. perchè chi redige, può capitare, non abbia il giusto piglio di comprensione. scusateci per la caduto di tono, ma la redatrice X che le sono arrivate imporvvisamente le "sue cose" e non si riesce più a ripigliare.
la lettura dell'opera è un problema. e credo che anche tonelli lo sappia bene. avendo studiato "scienze della comunicazione" si sarà di certo imbattuto in qualche testo di eco, di foucault, di derrida, di deleuze, o benjamin, o cesareo anzichè siliato o colombo. e sai benissimo, massimiliano, di cosa sto parlando.
commento:
il tono generale sarebbe meno a-prioristico, e forse più informativo. ma sono SOLAMENTE dei NOSTRI PERSONALISSIMI pareri che come tali vogliono rimanere fuori da ogni polemica.
Il ragionamento dell'archeologo Davide non è privo di logica ed è dettato sicuramente da un certo buon senso, oltre che espresso con un rispetto che non sempre si riscontra in interventi o commenti "urlati" di alcuni utenti di exibart.
Tuttavia, presumo che Davide non sappia che è sempre più difficile, nel mondo dell'arte e non solo, fare critica negativa di iniziative o personalità appartenenti alla sfera del potere culturale del nostro paese. E Politi ha un grosso potere. Lo stesso caso della stroncatura di De Carlo, che nessuno su Flash art voleva fare, è, per paradosso, dimostrativa degli eccessi di "accortezze" che alcuni settori della critica (ma pure galleristi, istituzioni, ecc.) manifestano nei confronti dei potenti.
Sta morendo il dibattito, il confronto e anche lo scontro. C'è in atto un processo di omologazione dettato, oltre che da disorientamento e assenza di idee, da codardia. Chi fa polemica (non gratutita, motivata, argomentata) è visto male, come un marziano che non ha capito come vanno le cose ...
E la protesta è una libertà che si paga.
Politi non è un mostro. Se non altro perché è esso stesso espressione di una filosofia dell'informazione culturale che va al di là dell'interfaccia offerto da Flash art. E' un tessuto ampio. Un dato socio-culturale.
E' per questo che la polemica su Politi non sarà mai personale, ma culturale. Magari dura, ironica, ma mai gratuita e rancorosa.
Personalmente non odio Politi. E' che amo la cultura e desidero affermare la mia idea di cultura, sia operando fattivamente per essa sia, talvolta, contrastando chi offre idee di cultura che ritengo poco culturali ...
Politi controbatte, e ne ha tutti i diritti.
Ecco, un aspetto dell'idea di cultura che ho a cuore è proprio questo: il suo sussistere anche sulla base di un serrato confronto tra istanze contrapposte.
Nel passato è stato sempre così.
Omologazione e omertosi silenzi sono un dato recente. A cui non bisogna esimersi dal dire, se si vuole, un no.
Caro Davide,
lei è animato da buoni e nobili propositi, ma procede talmente a tentoni da costringermi ad intervenire. Innanzitutto per avvertirla che gli artisti del gruppo Interno3 non hanno nulla a che fare con l’organizzazione, la redazione e lo staff di Exibart. Sono dei semplici lettori esterni (talmente esterni da essere stati, tempo fa, cacciati dalla community con un provvedimento disciplinare, pensi un poco) che hanno espresso un parere su una delle tante polemiche nate in calce agli articoli.
Dunque perché trattarli come se fossero gli editori del sito o i responsabili editoriali?
Dunque tutta la sua giaculatoria poggia su basi un tantino fragili. Anche se le fondamenta fossero state solide, tuttavia, le sue argomentazioni non avrebbero retto egualmente.
Procedo con rapidità giacché mi par di parlare di cose ovvie. Innanzi tutto lei afferma che scrivere articoli contro Politi voglia dire togliere spazio al resto. Due errori al prezzo di uno. Il primo errore è che non è mai stato scritto nulla contro Politi, l’esercizio del becero (e diffamatorio) attacco personale lo lasciamo al direttore di FlashArt preoccupandoci, al contrario, di parlare di arte, di contenuti, di comunicazione. Di parlare del merito insomma, di puntare il problema dritto dritto. Peraltro non ci siamo vergognati di attaccare duramente dozzine e dozzine di enti e istituzioni (editoriali e non) a partire dal Governo ed a scendere giù sino a enti amministrativi locali (Regioni, Provincie), a enti pubblici (musei, fondazioni, la Rai) sino ad arrivare a strutture editoriali d’arte e non solo (dal Corriere della Sera giù giù passando da La Stampa, Panorama, L’Espresso, il freepress Urban ecc ecc). Per non parlare naturalmente delle stroncature che indirizziamo a mostre ed eventi d’arte quando lo reputiamo opportuno. Dunque cosa c’entra Politi? Chissene importa di Politi? Il piccolo pezzo qui sopra parla di un’anomalia editoriale che non ci è piaciuta, che l’abbia fatta Politi è cosa assolutamente tangenziale. Noi quando c'è qualcuno che fa qualcosa che non ci piace lo segnaliamo ai lettori, dobbiam morderci la lingua quando questo qualcuno è, ogni tanto, Politi? E perché? A me pare del tutto evidente l'assoluta assenza di malizia e la voglia esclusiva di fare informazione; e chi ci vuole vedere altro è vittima di quella cecità malata che caratterizza il mondo imbalsamato, piccolo e gretto dell’arte italiana. Dove chi si comporta da professionista, facendo informazione, è un pazzo da fermare. Possibilmente con modalità mafiose.
Il secondo errore di quella affermazione attiene allo spazio. Va da se infatti che una testata online non abbia alcun problema di quest’ordine. Se conduciamo il giornale a parlare di un argomento, non necessariamente togliamo spazio ad altri. E’ una contraddizione in termini: si sta su internet proprio per non avere limiti di spazio, è una delle caratteristiche principali dell’editoria in rete.
Lei dice che un critico non deve attaccare un altro critico. Ma è una convinzione, ancora una volta malata, che si può comprendere solo se vista nell’ottica di un sistema, quello dell’arte contemporanea italiana, privo di qualsiasi stimolo professionale. Ancora avanti lei afferma che non dovrebbero esserci attacchi sul piano personale, ma la sfido a trovare su Exibart attacchi che abbiano un punto di partenza diverso dai contenuti e dal merito. Se riceve, e mi spiace per lei, la newsletter di FlashArt saprà sino a quali fangosissimi bassifondi si sono spinte invece altre testate contro di me.
Lei dice che scriviamo contro Politi per affermare “noi siamo meglio di lui”. Ma neppure per idea. Exibart nasce e cresce con prospettive completamente diverse. Negli anni in cui ho impostato la linea editoriale di questo giornale (il 2000, il 2001...) mi sono preoccupato di leggere tutto quanto fosse stato considerabile editoria d’arte. Ho imparato come, a mio avviso, NON si fa editoria e come NON si fa giornalismo e come NON si fa soprattutto informazione. Exibart si è modellato su schemi rintracciabili assolutamente al di fuori dell’editoria d’arte italiana che non ha verve, non ha nerbo, parla ai convertiti ed è in linea di massima sfigata per definizione. Abbarbicata su modalità operative che sarebbero derise in qualsiasi altro settore editoriale professionale. Dunque l’ultima cosa che ci interessa è essere riconosciuti e giudicati in somiglianza o in differenza rispetto a qualche rivista d’arte.
Gentile Davide, su Exibart –come avrà notato- mancano approfondimenti e news relative al mondo dell’archeologia. Se da (dis)attento lettore vuol diventare saltuario collaboratore sarà il benvenuto.
per interno 3.
alcune precisazioni:
ricevo la newsletter di politi esattamente come ricevo la vostra. se solo osassi paragonare le due sarei da ricovero. se mi mettessi a criticare flash art e politi sarei invece uno dei tanti, ma ritengo non sia giusto sparare sulla croce rossa. ad esempio, come potrei commentare la richiesta di informazioni per una ricerca di una casa in sicilia da parte del direttore? è materia per comici, non per amanti dell'arte. ed è esattamente con questo spirito che mi son permesso di "criticarvi", pensando ovviamente di non toccare la vostra suscettibilità, a quanto pare molto alta. ritengo semplicemente che scrivere articoli contro politi sia spazio sottratto a cose più interessanti, e di questo me ne dovete dar atto. posso capire che sia divertente polemizzare contro chi le spara grosse, ma penso che per chi ama l'arte sia molto più divertente scrivere d'arte! mi dite di scrivere sull'arte. beh, ognuno di noi fa quel che può e quello che il tempo gli permette. non per giustificarmi, ma scavo tutto il giorno (scavi archeologici, s'intende...) ogni tanto mi metto davanti al computer per scrivere articoli (sempre di archeologia, naturalmente) che poi saranno pubblicati nelle riviste specializzate col nome d'altri o con il mio, ma questo non è importante. penso di dare il mio contributo,in qualche modo. e mi dispiace vedere cose potenzialmente molto belle e ben fatte scadere ogni tanto per una sorta di autocompiacimento: è evidente che scrivere male di politi in qualche misura significa instaurare il paragone "noi siamo meglio di lui", il che è anche vero, per carità, ma non sta a voi dirlo. lo dico io, lo dicono i fatti e i numeri, non dovete dirlo voi. parlate di premio pulitzer: per carità, potrà anche essere vero, ma non sta a voi decidere se lo meritate o meno, non potete essere contemporaneamente giudicati e giudicanti. è un vostro diritto essere fieri di quello che fate e pensare che lo fate bene, ma è un'errore madornale pensare di essere arrivati, perchè significa non avere più lo stimolo per migliorarsi. è una critica costruttiva, ben inteso, che mi permetto di farvi in quanto vostro lettore attento. d'altronde è uno dei problemi del mondo dell'arte. i critici d'arte, non dovrebbero - secondo me - criticare gli altri critici. o, quantomeno, non dovrebbero attaccarli sul piano personale: politi lo fa con voi? ok, ma non scendete al suo livello, per favore. la denigrazione è uno dei metodi massonici di svilimento dell'avversario. come potete vedere, esiste ancora qualcuno che sa cos'è la p2. e che sa anche che non è il caso di evocare cose ben più serie come la p2 - che tante brutte cose ricorda - parlando di politi.
avrei tante altre cose da scrivere, ma vi ho già sottratto troppo tempo. per la cronaca, oggi io di tempo libero ne ho un po di più causa maltempo e quindi chiusura dello scavo.
vi posso assicurare una cosa: non mancherò di commentare qualche altro vostro articolo in futuro, soprattutto se non lo condivido. perchè ritengo sia molto più utile dirvi la mia opinione quando sbagliate piuttosto che farvi i complimenti tutti i giorni per le cose giuste che scrivete. sarò presuntuoso, ma ritengo che anche questo sia un contributo costruttivo dato al mondo all'arte.
a presto
è solo questione di " protagonismo"
Sono d'accordo con l'anonima redattrice, le ministroncature, degli inserzionisti ben inteso.., vengono ZAC..
De Carlo, che inserzionista non è, è stato attaccato personalmente da SUA MAESTà, non perchè nessuno dei redattori avesse il coraggio, che poi che coraggio sarebbe?, ma perchè, essendo il bersaglio,GROSSO, IL protagonista doveva essere LUI!