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Superdirettori in discussione, di nuovo. Il Consiglio di Stato riprenderà la sentenza

di - 3 Febbraio 2018
Un ‹‹contrasto giurisprudenziale›› rischia di rimettere tutto in discussione e accende nuovamente la polemica. La VI Sezione del Consiglio di Stato è infatti tornata sulla questione dei cinque direttori dei musei autonomi, la cui nomina, in seno alla Riforma caldeggiata dal ministro Dario Franceschini, venne impugnata da due sentenze del TAR del Lazio a maggio 2017. Tutto sembrava essere stato risolto e solo pochi mesi fa, proprio i superdirettori, tornati saldamente al loro posto, tiravano i numeri di un bilancio positivo. Ieri, invece, la sentenza del Consiglio di Stato, che ha rimesso all’Adunanza plenaria la decisione definitiva. Nell’atto si legge che la sentenza del Consiglio emessa il 24 luglio 2017 ‹‹ha ritenuto che l’attività di direttore del museo statale non potrebbe intendersi riservata a cittadini italiani e che sarebbero di per sé legittimi gli atti che hanno consentito la partecipazione di cittadini italiani dell’Unione e la loro nomina tra i vincitori››. Ma questa interpretazione è stata riaperta dal VI Collegio che si richiama a quanto emanato con il Dpcm 171 del 1994, mai successivamente abrogato, che richiede ‹‹imprescindibilmente la cittadinanza italiana per il conferimento di incarichi di livello dirigenziale››. La decisione assunta oggi riguarda, nello specifico, la posizione di Peter Assmann al Palazzo Ducale di Mantova. Per lui, in attesa della decisione definitiva dell’adunanza plenaria, i giudici hanno stabilito che rimarrà valida la precedente decisione e, quindi, la sospensione della sentenza del Tar che aveva annullato la nomina.
‹‹Davvero difficile fare le riforme in Italia. Dopo 16 decisioni del Tar e 6 del Consiglio di Stato, quest’ultimo cambia linea e rimette la decisione sui direttori stranieri dei musei all’adunanza plenaria. Cosa penseranno nel mondo?», è lo sfogo a caldo di Franceschini. «Lo stesso Consiglio di Stato, che nell’ultima disposizione si era espresso a favore della possibilità di nominare direttori stranieri, ora cambia posizione e rimette la decisione che riguarda la nomina di Peter Assman, direttore del Palazzo Ducale di Mantova, all’Adunanza plenaria. Si ricomincia. E ci vorranno mesi per una decisione».

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