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Testimoni del qui e ora. Ernest Pignon Ernest e Davide Cerullo portano Scampia a Parigi

di - 4 Giugno 2018
La cultura è la sola arma di riscatto. Questa frase scritta sui muri, che si erge come una bandiera tra le vele di Scampia, è la parola d’ordine di Davide Cerullo che, con le sue fotografie, immortala gli abitanti di questo quartiere popolare alla periferia nord di Napoli. Il fotografo, cresciuto a Scampia, nel 2015 incontrò Ernest Pignon-Ernest che, da tempo, porta avanti Se torno, un progetto su Pier Paolo Pasolini, a quarant’anni dall’assassinio.
Lo street artrist francese, dopo Roma, Ostia e Matera, ha portato nella periferia napoletana quella che è diventato uno dei suoi disegni più emblematici, cioè la magnifica Pietà di Pasolini, che vede il grande intellettuale, scrittore e poeta, portare fra le braccia il suo corpo senza vita. Da questo incontro, è nata la mostra “Visages de Scampia”, che presenta una trentina di fotografie di Cerullo e di Pignon-Ernest e una serie di disegni di quest’ultimo, visitabile fino al 16 giugno presso la galleria parigina Gallimard. Quest’ultima ha per vocazione l’esposizione di opere grafiche e fotografie di autori presenti nel catalogo della casa editrice omonima ed è così che, dall’incontro tra queste ricerche, nasce il libro Visages de Scampia, Les justes de Gomorra (edizioni Gallimard, 2018), in cui troviamo testi di Erri De Luca e Christian Bobin, oltre che dei due artisti. La mostra è accompagnata da un estratto del film Se torno (2016, 60 minuti, Francia, Italia), realizzato in collaborazione con il Collettivo Sikozel, che riprende i disegni su Pasolini di Pignon-Ernest e, al contempo, registra gli scambi tra Cerullo e il pubblico intorno alla figura di PPP.
Le foto di Cerullo sono dirette, anche dolorose e mettono a confronto il pubblico con delle realtà paradossali perché capitano in Europa, dietro l’angolo di casa. Si tratta di ritratti di madri e di ragazzini in ambienti che comunicano, senza messa in scena, le grandi difficoltà quotidiane a cui queste persone sono sottoposte e a cui Cerullo risponde con un valore inestimabile: l’educazione come redenzione. Questo riscatto sociale diventa il filo conduttore che unisce i volti degli abitanti di questo sobborgo urbano con il volto di Pasolini, poiché recuperare la sua memoria significa riappropriarsi del suo pensiero e dei suoi valori morali.
Una mostra da non perdere, che nasce dall’urgenza di togliere dall’oblio la gente di Scampia, testimoni di una realtà che accade qui e ora. (Liva De Leoni)
In home e in alto: Visages de Scampia, photo Davide Cerullo © Davide Cerullo-éditions Gallimard

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