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Torino, Artissima e oltre/13. Report e preparativi per i “saluti da Club to Club”, che si conferma una realtà fondamentale per la musica in Italia

di - 7 Novembre 2015
Il gelido novembre non ferma la folla e il padiglione 1 del Lingotto (ad un passo da Oval con Artissima) accoglie tutti, più o meno giovani, studenti, musicisti, appassionati, curiosi e anche qualche noto gallerista. Club to Club ha il pregio di essere un evento che mescola perfettamente le più recenti sperimentazioni nella musica elettronica e l’alta qualità, presentando live di grandi artisti amati e seguiti da un vasto ed eterogeneo pubblico.
La serata è iniziata con Holly Herndon e il suo ultimo disco Platform, ed è proseguita con il “debutto italiano” dei grandissimi Carter Tutti Void che, con il loro disco f(x) e le loro sonorità di derivazione industrial e techno dalle cupe atmosfere, hanno ipnotizzato la sala, confermando le già conosciute abilità di Chris Carter e Cosey Fanni Tutti (ex Throbbing Gristle e poi Chris&Cosey) anche nella nuova veste di terzetto assieme a Nik Colk Void (attiva già con Factory Floor). A seguire il live del supergruppo statunitense dei Battles che sono riusciti a sintonizzare il pulsare del pubblico al prepotente suono della batteria di John Stainer. A mezzanotte iniziava Four Tet con un set che è risultato un po’ lungo (per non dire noioso) e poco interessante dal profilo musicale. Infine (per i molti che non sono riusciti a sopravvivere alla nottata intera) è arrivato il momento di Thom Yorke, che ha suonato dall’una e quaranta sino alle 3 di notte, mantenendo una buona porzione di pubblico incantata dalla sua performance. Sul palco assiene allo storico produttore dei Radiohead, Nigel Godrich, e a Tarik Barri, responsabile della parte video che ha creato un’atmosfera incredibile, Yorke ha presentato brani estratti dai suoi due album da solista, The Eraser (2006) e Tomorrow’s modern boxes (2014), regalando una prestazione ottima in grado di far dimenticare i piccoli disguidi tecnici e, soprattutto, la stanchezza da festival. Nel frattempo (a sentir le voci che circolano) Tod Terje lasciava il segno nella sala gialla.
Un appunto finale al lavoro di light design che oltre ad essere di forte impatto si è dimostrato ragionato sulla musica e sui vistosi ma controllati decibel, accompagnando assieme alle performance anche il caos e le migrazioni di persone da una sala all’altra. Torna quindi l’invito a partecipare all’ultima serata del festival al Lingotto con Giorgio Valletta, Vaghe Stelle, Oneohtrix Point Never, Andy Scott, l’attesissimo Nicolas Jaar, Jeff Mills, Shackleton, Stump Valley e Morkebla. (Alessandra Franetovich)

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