Domani si apriranno le porte della 21esima edizione di Artissima, ma Torino già in gran spolvero per la sua settimana dell’arte, inizia stamane con Exhibit, la mostra “collaterale” di The Others in scena alla Ex Borsa Valori. Uno spin-off, come si definisce nel catalogo, per una libertà di produzione e pratica e in grado di portare l’arte “dentro dimensioni emotive, concettuali e critiche”.
E gli intenti non vengono traditi dalla messa in opera, vuoi perché lo spazio è decisamente congeniale, vuoi sopratutto perché le opere – di cui la maggioranza sono grandi installazioni – si legano perfettamente all’incipit e al concetto di “unlimited”.
Dentro il vecchio spazio vuoto, che si contendo il primato della dimensione, sicuramente la grande installazione di Paolo Consorti (rappresentato da Gagliardi e Domke) Rebellio Patroni – Il miracolo di San Gennaro, un’epifania napoletana, dove un grande cumulo di sacchi neri per la “monnezza” regge ciò che rimane di un’icona di uno dei santi più popolari d’Italia; nell’aria i colpi di Marzio Zorio, Anna Ippolito e Artsiom Parchynsky (galleria Moitre) e della loro installazione sonora 0000001, che oltre a frastornare il visitatore impreparato ricorda anche il rumore del lavoro, del distruggere anche per ricreare ex novo con il senso della storia, attitudine che a Torino, sotto il profilo urbanistico, si è decisamente sperimentata nell’ultimo ventennio.
Ricca la pittura su lino di Jean-Pierre Nadau, Un siphon, rappresentato dalla francese Polysemie, e anche gli zoccoli equini di Nicola Bolla e delle sue Periferie (Photo&Contemporary) trovano sul pavimento grezzo, accanto ai tappeti di Chus Garcia Fraile, un’ottimo modo per comunicare.
Siamo, insomma, all’antitesi degli spazi che ritroveremo anche quest’anno a Le Nuove, e sicuramente non era così facile vincere la scommessa. Exhibit invece mantiene viva la freschezza, senza cadere nelle trappole delle “mostre giovani”, da una parte all’altra del mondo spesso connotate di una sciatteria giustificata come “essenzialità”. La settimana dell’arte, insomma, inizia bene. Seguite i nostri aggiornamenti.