Certo non ci si potevano aspettare i numeri del sabato coincidente con Artissima, quando molte gallerie torinesi inaugurarono in contemporanea. Ma perché non un livello almeno simile a quello registrato all’omologa iniziativa dello scorso settembre? Allora inaugurarono congiuntamente molte gallerie, in particolare le “sette sorelle” del quartiere Borgo Nuovo.
Giovedì 5 febbraio 2004 invece è andata molto diversamente. Il dato più allarmante è la diminuzione drastica delle affluenze. Sarà per l’overdose d’arte contemporanea degli ultimi mesi, ma il trend negativo è palpabile. Per non parlare dell’impegno profuso dai galleristi: non tanto nelle mostre stesse – talvolta discutibili, anche solo per aver offerto un panorama dominato esageratamente dalla fotografia – quanto nella disponibilità (alcuni rintanati negli uffici, altri nemmeno presenti in prima serata) e nell’intento “divulgativo”. In un’occasione del genere, dove l’obiettivo è sempre stato avvicinare il pubblico all’arte contemporanea, perché lesinare su c
E poi viene la questione più importante: come non notare l’assenza di Noero, colonna portante del panorama delle gallerie torinesi? Cosa sarà accaduto? Qualcuno pare già pronto a non sollevare troppa polvere, ma resta il fatto che in alcuni comunicati stampa, ancora giovedì sera, risultava la dicitura “sette gallerie inaugurano…”. Per ora le notizie fatte circolare sono discordanti… Staremo a vedere.
Dando una rapida occhiata alle mostre – alle quali dedicheremo nei prossimi giorni l’attenzione dovuta – cominciamo da Carbone.to, che ha proposto la doppia personale del consolidato Pierluigi Pusole (Torino 1963) e del compianto Bruno Zanichelli (Torino 1963 – Collegno, Torino 1990). La Galleria Maze presenta la prima personale del danese John Kørner (Copenhagen 1967), che ha creato un complesso allestimento di dipinti e sculture in ceramica che emettevano un fumo allarmante per molti visitatori. Ma qualcuno gli aveva spiegato che gli stabilimenti Fiat a Mirafiori stanno per chiudere? Da Alberto Peola è di scena Gülsün Karamustafa (Ankara 1946) con la personale curata da Teresa Macrì. Galata : Genoa (Scavare finestrini) è una indagine sui legami architettonici e coloniali fra la città ligure e il quartiere di Istambul, con video, installazioni e soprattutto coppie di fotografie che formano prospettive impossibili. Alla 41 arte contemporanea, alcuni lavori di Francesco Barocco (Susa, Torino 1972) nella mostra anicca hanno incuriosito non poco i visitatori. Con concettuali riferimenti a Bernini e Giotto, le fotografie hanno fatto scervellare in merito alla tecnica. Dopo i ventiquattro ritratti fotografici dei Magistrats francesi e inglesi realizzati da Christian Courrèges (Montreuil 1950) ed esposti da Photo & Co., la necessaria boccata d’aria. Da Giudo Costa Projects si entrava nel mondo della Leu Family grazie alle fotografie in bianco e nero di Fabio Paleari (Milano 1963). Splendidi tatuaggi e tecnica sopraffina della famiglia residente a Ibiza nei suggestivi scatti dell’italiano. Premio dell’allestimento, senza dubbio. Ancor prima di entrare in galleria, l’impatto era magnifico grazie alle grandi stampe su tela cerata disposte su tre lati del ballatoio nella corte interna del palazzo che ospita gli spazi di Guido Costa. Come ha ammesso una collega gallerista in abito quanto meno improprio, “à bout de souffle”… (marco enrico giacomelli)
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