Incanto, stupore, meraviglia. Sono le parole chiave dalle quali riparte il Museo Civico Filangieri. E che Gaetano Filangieri, Principe di Satriano, avrebbe approvato. PerchĂŠ il principe, amico prima di Carlo III e poi di Ferdinando IV di Borbone, fu un mecenate delle arti, sostenitore della cultura, collezionista di mirabilia da tutto il mondo e si profuse per la realizzazione del Museo Artistico Industriale che, oggi, porta il suo nome. Nei suoi spazi sono conservati armi e vestiti cinesi, maioliche e porcellane della Real Fabbrica Borbonica, quadri di Jusepe de Ribera e Mattia Preti, oltre a una biblioteca composta da 15.000 volumi e manoscritti e 7.000 monete di varie epoche. Una raccolta eterogenea che esprime perfettamente il gusto di quegli anni ma che ha vissuto fortune alterne ai giorni nostri. âLa primavera del principe. Un uomo nuovo, figlio delle sue opereâ è il progetto di rilancio, presentato da Gianpaolo Leonetti e Guido Cabib, rispettivamente direttore e direttore artistico del Museo Civico.
Tante e diversificate le iniziative, come lâistituzione della rete âArteficiâ, gruppo di artigiani, artisti e designer, selezionati per promuovere lâimmagine del museo nel mondo con le loro creazioni ispirate alle collezioni del Filangieri. Oppure come âImpresa Familiare. Educazione, formazione e sviluppo territoriale nel Museo Filangieriâ, serie di incontri a cura di Nadia Barrella, professore di Museologia presso lâUniversitĂ degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli, che prende spunto dalle idee progressiste e illuminate della famiglia Filangieri per suggerire possibili strategie dâintervento per la cittĂ . Senza dimenticare le esposizioni, con una mostra sulle maioliche napoletane, a cura di Maria Grazia Gargiulo, e una personale di Andrea Salvatori, âOtium cum dignitateâ, che dialogherĂ con le collezioni di ceramiche e porcellane, materie veramente universali, tra prezzi provenienti da Cina, Giappone, Sevres, Vienna, Parigi, Meissen.