La notizia ha suscitato grande clamore in tutti i porti del mondo, dalla Manciuria alla Patagonia, fino alle Isole Salomone, lasciando stupefatti anche i lupi di mare più navigati: Corto Maltese potrebbe smettere di fumare. E non per una sua improvvisa svolta salutista ma per una censura che giunge a seguito della denuncia sporta dal Codacons all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, all’Autorità per le garanzie nelle telecomunicazioni e alla Procura della Repubblica di Roma, riguardo a “Equatoria”, storia inedita uscita a puntate, dal 4 al 13 agosto, sul quotidiano La Repubblica, «e in cui il protagonista è raffigurato spesso con la sigaretta tra le labbra», si legge sul sito del coordinamento delle associazioni per i diritti dei consumatori.
«Il Codacons interviene contro quello che potrebbe rappresentare un invito subliminale a fumare: un messaggio scorretto, ineducativo, fuorviante e pericolosissimo, soprattutto per i giovani lettori, per il continuo e ripetuto lasciarsi andare, da parte del personaggio del popolare fumetto, al vizio del fumo», motivano nella nota. Che è un po’ come dire che Peppa Pig istighi i bambini a tuffarsi nel fango, che Lupo Alberto inciti all’abigeato, oppure che Thor induca i commessi delle ferramenta a lanciare martelli o, ancora, che Breaking Bad spinga i professori di chimica a diventare spacciatori di droghe sintetiche. Evenienze che magari saranno anche successe ma che, appunto, possono applicarsi a qualunque prodotto della mente umana. Insomma, l’unico limite è la fantasia, che sembra non mancare affatto negli uffici del Codacons: «Per questo ci aspettiamo che Maltese “smetta” di fumare, ovvero che venga finalmente eliminata la sigaretta dai disegni, cosa che non avvenne per Tex Willer. Nel frattempo, in attesa di questa saggia decisione segnaliamo il caso alle autorità competenti», ha dichiarato il Presidente Carlo Rienzi.
E il caso di Corto Maltese è molto diverso da quello di Peppa Pig, perché il simpatico animaletto rosa è chiaramente un personaggio disegnato per un pubblico infantile, mentre il marinaio creato da Hugo Pratt nel 1967 è da subito entrato nel novero della “letteratura disegnata” e impegnata, graphic novel quando ancora non veniva chiamata così e rivolta a un target più maturo. Altro discorso, poi, che le storie dell’avventuriero, figlio di un marinaio inglese e di una prostituta zingara, abbiano raggiunto un pubblico trasversale, dalla cameretta dell’adolescente alla libreria di Umberto Eco, sia per i temi trattati, dalla massoneria alla politica e sempre con riferimenti a vicende storiche, che per i numerosi adattamenti, tra teatro e cartoni animati.
Nel frattempo, è arrivata la risposta ufficiale di Corto: «Non sono nessuno per giudicare, so soltanto che ho un’antipatia innata verso i censori, i probiviri… ma soprattutto sono i redentori coloro che mi disturbano di più.»