Nell’anno in cui le tematiche legate alla città sembrano aver monopolizzato molte grandi iniziative – dalla Biennale Architettura di Venezia ai napoletani Annali dell’Architettura -, anche la Fondazione Teseco per l’Arte di Pisa programma una serie di eventi di riflessione sulla città, ponendosi, alla base, il problema delle politiche culturali legate al territorio. La città come luogo strategico delle dinamiche economiche, delle migrazioni, dei cambiamenti etnico culturali e delle rivendicazioni della società civile. Il progetto Cities from below, a cura di Marco Scotini, si sviluppa in più tappe lungo la durata di un anno, concentrandosi sulla realtà territoriale della città di Pisa e demandando ad una serie di artisti internazionali, differenti per culture e strategie d’intervento, il compito di cercare localmente, per sondaggi puntuali, le leggi e le regolarità che governano parti estese del territorio (fisico, economico, culturale, sociale) pisano. Quattro i nuclei tematici o campi d’azione ed esposizione, che prevedono differenti strategie d’intervento, incentrati sulla costruzione della città pubblica, la costruzione della comunità, l’attivazione di politiche dal basso o forme di empowerment, la costruzione della comunicazione attraverso media tattici. Il laboriatorio Common House, ospitato dallo spazio della Fondazione Teseco, si incentra sulle opere di Joseph Beuys, Maria Papadimitriou, Oliver Ressler, Bert Theis, Superflex, Constant, Chto Delat?/what is to be done?, Luca Frei, Carlos Garaicoa, Oda Projesi, Graciela Carnevale, Flyingcity, Post-Programmed City-Territory, Etcetera, Andreas Siekmann, Ian Tweedy, Huit Facettes, Martha Rosler, Rainer Ganahl, Critical Art Ensemble. La rassegna di proiezioni video filmiche Empowerment Program propone invece opere di Atelier d’architecture autogérée (aaa), A.titolo, Matei Bejenaru, Beth Bird, Calin Dan, Paola Di Bello/Armin Linke, Marcelo Exposito, Huit Facettes, Francesco Jodice, Raphael Lyon & Andres Ingoglia, Marjetica Potrc, Oliver Ressler/Dario Azzellini, Mariette Schiltz, Stalker/Osservatorio Nomade, Hito Steyerl.
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Quando si smetterà di mettere il fiocco, ed il contributo regionale, al nulla? L'esposizione dei lavori del workshop vista ieri era quantomeno imbarazzante... unita al gusto tutto provinciale per l'artista esotico che costruisce un percorso sul niente partendo dal banale.
Però quanta boria, quella non mancava!
Si si ....barvo !
Quelli come te intanto stanno a casa a rodersi il fegato....... figlio di un mondo frustrato:
RECUPERA LA TUA ESOTICITA'....................
Un bacio