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Un genio in 70 minuti. Al Museo Diocesano di Napoli, Massimiliano Finazzer Flory e Gianni Quilico conducono un’intervista impossibile al grande Leonardo

di - 14 Febbraio 2017
A un anno di distanza l’attore Massimiliano Finazzer Flory (Monfalcone, 1964) torna a Napoli, ancora una volta ospitato dalla Fondazione Donnaregina per le Arti Contemporanee. A far da scenario alla sua performance teatrale, è stata la suggestiva chiesa seicentesca del Museo Diocesano, che ha visto l’artista prendere le sembianze di Leonardo da Vinci grazie a costumi d’epoca e, soprattutto, a un trucco così meticoloso da apparire quasi una ricostruzione del volto del geniale ingegnere, pittore e scienziato.
“Essere Leonardo da Vinci. Un’intervista impossibile” ha già girato nei più prestigiosi teatri e istituzioni nazionali e internazionali ed è diretto e interpretato da Flory, che viene accompagnato in scena da Gianni Quillico nelle parti di un intervistatore a noi contemporaneo. 70 minuti per 67 domande che spaziano su tutta quella che è stata l’attività umana e umanistica di Leonardo: partendo dall’infanzia, si arriva a parlare della pittura, della scultura, della natura, dell’anatomia, del volo. Il Leonardo di Flory sottolinea che ogni scienza è sempre legata all’esperienza, che l’occhio abbraccia tutte le parti del mondo e che, in pittura, bisogna ricordarsi di dipingere in particolare due cose: l’uomo e la mente. Si dedica poi al Cenacolo con un’elegante danza mimica delle figure degli apostoli. Con il suo linguaggio rinascimentale ricorda più volte che “le penne” (metafora per indicare le lettere) sopraeleveranno il mondo come le piume degli uccelli.
La performance contemporanea si coniuga con la cultura classica: insieme allo spettacolo è prevista la visita al piano superiore del Museo Diocesano, dove è in corso la mostra “Leonardo a Donnaregina – I Salvator Mundi per Napoli”, ideata e curata da Carlo Pedretti e Nicola Barbatelli. Viene così celebrata anche una particolare commemorazione che Napoli dedica a Leonardo: dopo 33 anni viene nuovamente ospitato dalla città con l’esposizione del Salvator Mundi, un magnifico quadro, pur dall’attribuzione controversa, che ancora non era mai stato in mostra in Italia. (Michela Sellitto)

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