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Un Grand Tour d’Italie lungo 4 giorni, in 2 città, con 18 artisti e 9 istituzioni straniere

di - 30 Novembre 2018
Si ha spesso l’impressione che gli artisti italiani contemporanei, anche quelli più promettenti, in una fase già avanzata della loro carriera, mid-career come dicono gli anglosassoni, non siano sufficientemente supportati e promossi dalle nostre istituzioni su un livello internazionale, obiettivo che invece viene perseguito in modi più o meno forti e strutturati da altre nazioni come Spagna, Germania, Stati Uniti, ecc. Ultimamente però sembra esserci una inversione di tendenza, con l’operazione Italian Council, e con il progetto Grand Tour d’Italie, entrambi pensati dalla Direzione Generale Arte e Architettura Contemporanee e Periferie Urbane (DGAAP) del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. In particolare la seconda edizione del progetto Grand Tour d’Italie, organizzata quest’anno in sinergia con la piattaforma per l’arte contemporanea qwatz, avrà luogo tra il 29 novembre e il 2 dicembre 2018 tra Roma e Napoli, coinvolgendo 18 artisti italiani e 9 istituzioni internazionali.
Per Carolina Italiano (DGAAP) e Benedetta di Loreto (qwatz), che hanno curato il progetto, l’obiettivo è evidentemente incoraggiare la formazione di una rete che metta in relazione giovani artisti italiani e istituzioni dell’arte contemporanea rilevanti a livello internazionale, e quindi gettare le basi per possibili future collaborazioni, residenze e quant’altro (risultati già raggiunti dalla prima edizione di Grand Tour d’Italie, tenutasi due anni fa tra Roma e Milano in squadra con VIAFARINI). Gli artisti avranno la preziosa opportunità di esporre, con calma e nel dettaglio, la propria ricerca e i propri lavori a un’audience selezionata di curatori e direttori internazionali, ma nella forma intima di una sorta di studio visit a porte chiuse. Tutti con esperienze professionali e formative maturate sia in patria sia all’estero, gli artisti sono stati scelti seguendo delle linee guida, coerenti con lo spirito del DGAAP, che tenessero conto degli aspetti antropologici, sociali, identitari e relazionali delle loro ricerche.
I nomi? Eccoli: Elena Bellantoni, Alex Cecchetti, Cristian Chironi, Gabriella Ciancimino, Rä Di Martino, Francesco Fonassi, Anna Franceschini, Silvia Giambrone, Francesca Grilli, Diego Marcon, Elena Mazzi, Stefania Migliorati, Margherita Moscardini, Matteo Nasini, Marco Raparelli, Eugenio Tibaldi, Serena Vestrucci, Luca Trevisani. E le istituzioni internazionali? Qui di seguito: ART plus (Marsiglia), BAR – Beirut Art Residency (Beirut), Dena Foundation (Parigi), EVA International (Limerick), Inter Arts Center (Malmö), Spike Island (Bristol), Triangle Art Association (New York), Whitechapel (Londra), WIELS (Brussels).
Beh, in bocca al lupo agli artisti! (Mario Finazzi)

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