La mostra “Eugenio Montale. Parole e colori” allestita alla Villa Bernasconi di Cernob-bio si arricchisce da oggi di una nuova opera del grande poeta, un’opera realizzata a tempera che rappresenta Forte dei Marmi ed è stata eseguita da Montale nel 1958, come si legge sotto la sua firma.
L’importanza di questo lavoro è almeno duplice: in primo luogo si tratta di un’opera fi-no ad ora mai esposta e quindi non conosciuta neppure dagli specialisti della pittura di Montale; in secondo luogo, fatto questo di particolare rilievo, il dipinto è stato a lungo nella casa di Achille Funi, da cui fu donato a un amico che tuttora la conserva nella sua collezione.
«Funi – ci dice Luigi Cavadini, curatore della mostra – trascorreva le sue vacanze al Forte dei Marmi dove Montale era solito passare l’estate e le occasioni di incontro fu-rono numerose. Si può immaginare che Montale chiedesse consigli per la sua ricerca pittorica e che Funi non gli facesse mancare indicazioni e suggerimenti. Il dipinto in questione è senza dubbio indice di questa familiarità: il supporto utilizzato – carta in-collata su masonite – era infatti tipico della pittura di Funi di quegli anni ed è stato usato da Montale, per quello che ci è dato di sapere, solo in questa occasione. E viene da pen-sare, considerando i colori utilizzati, che il poeta abbia potuto usufruire anche dei colori a tempera del maestro ferrarese. Un interessante connubio quindi, che i visitatori della mostra di Cernobbio potranno apprezzare di persona. Fra l’altro questo “Forte dei Mar-mi” è uno dei dipinti più intensi e qualitativamente apprezzabili dell’espressione pitto-rica di Montale».
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