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Un nuovo museo d’arte contemporanea per Palermo. Massimo Valsecchi apre le porte di Palazzo Butera

di - 16 Gennaio 2018
Vi trovarono ospitalità Johann Wolfgang von Goethe e il kaiser Guglielmo II di Germania, mentre negli anni della Seconda Guerra Mondiale fu la casa di Giuseppe Tomasi di Lampedusa. Tra qualche mese, potrebbe essere la volta di Andy Warhol, Gerard Richter, David Tremlett, Gilbert&George e, magari, anche di Annibale Carracci. Perché il collezionista Massimo Valsecchi ha trovato proprio nella cornice monumentale di Palazzo Butera, a Palermo, la sede ideale per esporre la sua prestigiosissima collezione. I lavori di ristrutturazione del complesso, sito nel quartiere del centro storico della Kalsa, sono iniziati a giugno 2016 e ormai, per l’apertura, siamo agli sgoccioli, giusto in tempo per Manifesta.
La storia iniziò nel 2012, quando Valsecchi propose la sua collezione al Mudec di Milano, senza riuscire a trovare un accordo con l’amministrazione. Eppure, le trattative erano a buon punto, con Stefano Boeri, all’epoca assessore alla cultura, a fare da intermediario, insieme a Francesco Bonami e Giovanni Agosti. Sembrava proprio che la questione dovesse andare in porto ma poi il noto architetto venne sostituito da Filippo Del Corno, in seguito ad alcune incomprensioni sorte con il sindaco Giuliano Pisapia, e si preferì non rischiare di minare l’identità dell’allora nascente Museo delle Culture. Di fatto, la discussione si spense ma non la volontà di Valsecchi che pensò bene di vendere uno dei suoi Richter per mettere da parte un tesoretto da investire nell’acquisizione di un palazzo. Magari di una certa rilevanza storica, giusto per capire che l’identità è un concetto molto relativo, e preferibilmente in una bella città affacciata sul mare. E nei vicoli della Kalsa l’odore della salsedine arriva forte e chiaro. A presentare una nuova possibilità a Massimo Valsecchi e alla moglie, Francesca Frua De Angeli, fu Marco Giammona, già a capo dei restauri di Palazzo Sambuca e di Palazzo Moncada. Fortuna o caso vollero, infatti, che Palazzo Butera, di proprietà dei discendenti dei Principi di Butera, finisse in vendita proprio in quel periodo. L’occasione fu galeotta e questa volta, con la benedizione del sindaco Leoluca Orlando e dell’assessore alla cultura Andrea Cusumano.
Questo nuovo museo d’arte contemporanea andrà ad affiancarsi al RISO, il museo regionale di Palazzo Belmonte, e tra l’allestimento permanente e le mostre temporanee, in circa 9mila metri quadri di spazi espositivi, vorrà proporsi come un centro attrattore di livello internazionale, come lascia presagire il nuovo logo, i cui lavori di realizzazione sono stati affidati all’architetto e designer Italo Lupi, già art director di Domus e di Abitare, che si è ispirato alle maioliche del Palazzo. E qualche giorno fa, Alfredo Jaar è stato visto aggirarsi proprio da quelle parti.

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