14 anni di vita, un lungo calendario serale, il coinvolgimento di un nuovo artista con la città, installazioni site specific, musica e anche cocktail: ecco la nuova programmazione estiva del Museo Carlo Zauli di Faenza, che per la seconda edizione inaugura il programma “Padiglione Estate”, coivolgendo anche FabLab.
Ogni lunedì, per esempio, per chi sarà nei paraggi verrà presentato un evento culturale, affiancato da una postazione bar a cura di diverse attività della città, che si alterneranno con una loro collocazione temporanea in giardino.
“Compagni di viaggio”, poi è la nuova mostra che ripercorrerà la carriera dello scultore Zauli, scoprendo anche una serie di suoi amici artisti che tra la fine degli anni 50 e i primi anni 60 frequentavano più assiduamente lo studio, da Floriano Bodini a Enzo Brunori, Albert Diato, Giuseppe Spagnulo, Panos Tsolakos e Nanni Valentini.
Monika Grycko, scultrice e pittrice polacca da vent’anni a Faenza, sarà invece l’artista che presenterà nella sala dei forni l’installazione Cultfigure.
L’estate? Qui inizia il 13 giugno, con il “Superquizzone Ceramico” in cui tutti i faentini sono invitati a partecipare per vincere una cena per due al museo, allestita tra le opere in collezione, mentre ogni martedì il museo diventerà #liceomuseo, aperto e visitabile insieme a delle speciali guide, ovvero gli studenti del Liceo Torricelli Ballardini di Faenza, che hanno anche iniziato un progetto appositamente concepito per il museo: un tragitto urbano dedicato alle opere pubbliche di Carlo Zauli in città, mentre ogni mercoledì “La Calda Estate dei Makers”, a cura di FabLab, per scoprire il mondo digitale. Dulcis in fundo, oltre ai corsi per artisti, ceramisti, architetti, artigiani, creativi, professionisti, curiosi di esplorare le potenzialità delle nuove tecnologie di fabbricazione digitale applicate al mondo dei materiali ceramici, torna anche il Corso per Curatori, giunto alla quarta edizione, che culminerà a inizio autunno con l’incontro tra gli studenti delle Accademie di Bologna e Ravenna con Emma Hart, artista in residenza al museo, vincitrice del Max Mara Art Prize. Insomma, anche quest’estate lunga vita alla ceramica!