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Un respiro del XX Secolo per il Museo Bilotti di Rende, con la nuova donazione de Angelis

di - 25 Giugno 2018
Rende, in provincia di Cosenza. Ovvero l’antica, leggendaria Arintha che svetta su un colle da cui si gode una vista mozzafiato. Non un borgo medievale qualunque ma il “Borgo dei Musei”, come è stato soprannominato da qualche tempo. E sembra proprio meritarsi questo riconoscimento. Rende, infatti, non lontana peraltro dall’Università della Calabria, ospita il Museo Civico a Palazzo Zagarese, con i maestri del Seicento da Preti a Santanna, il Maon-Museo d’Arte dell’Otto e Novecento, nel palazzo Vitari, con una collezione che è un focus sugli artisti del territorio. Il Museo della Ceramica di Calabria, nel palazzo Miceli Magdalone, purtroppo attualmente chiuso, ospita una raccolta di preziosa ceramica calcidese reggina figurata del VI a.C., oltre a nuclei di produzioni regionali relative alle culture sveva, angioina, aragonese, borbonica, fino ai manufatti dei 30 centri di produzione popolare di Calabria Citra e Ultra.
E non poteva mancare l’arte contemporanea, ospitata – in una specie di ossimoro concettuale – nella struttura più antica del borgo, vale a dire il “gigante di pietra”, cioè il castello di origine normanno-sveva da cui partirono le armate contro Manfredi a Benevento guidate da Pietro Ruffo e dall’arcivescovo di Cosenza, episodi ricordati da Dante nel “Canto III” del Purgatorio. Mi riferisco al Museo d’Arte Contemporanea Bilotti, realizzato con le donazioni private di Roberto Bilotti Ruggi d’Aragona, nonché di artisti e collezionisti da lui invitati (tra le ultime, quella di Mimma Pisani per la sala Vettor Pisani e di Cora Hahn per alcune tele di Marion Greenstone). Finalità del Museo è conservare ed esporre le ricerche nelle arti visive del Novecento e del terzo millennio nella loro diversità di linguaggi (pittura, scultura, fotografia, installazioni e videoarte), di autori dalle molteplici provenienze geografiche e culturali.
Alcuni giorni fa, a Roma, è stata presentata una nuova donazione al museo calabrese: sessanta opere appartenute all’avvocato Nicola Maria de Angelis che offrono uno spaccato dell’arte del XX Secolo. Tra gli autori delle opere si annoverano Dorazio, Guttuso, Accardi, Turcato, Schifano, Festa, Angeli, Mafai, Rosai, Ceroli, Franchina, Mattiacci, Tacchi, Lombardo, De Pisis, Cassinari, Maccari, Cagli, Viani, Fazzini, Mazzacurati, Capogrossi, Annigoni, Avenali, Mazzullo, Montanarini, Ciarrocchi, Savelli, Tamburi, Omiccioli, Pirandello, Guidi, Parres, Bulzatti, Bendini e Kokochinsky. «Siamo emozionate e molto contente. Nostro padre era di origini calabresi e non potevamo non donare queste opere alla città di Rende che in Calabria, ormai, è una realtà eccellente in campo culturale», le parole di Francesca Romana e Nicoletta de Angelis, figlie del collezionista romano. (Cesare Biasini Selvaggi)

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