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Un tesoro in più, in città. A Milano riapre al pubblico la Casa del Manzoni. Restaurata dallo studio De Lucchi, of course

di - 7 Ottobre 2015
Riapre ufficialmente da oggi la dimora di Alessandro Manzoni, in via Gerolamo Morone all’1, a Milano. La casa torna ad aprire le proprie porte dopo un periodo di restauro conservativo e di riqualificazione gestito interamente da Intesa Sanpaolo e dalla collaborazione con la Fondazione Centro Nazionale Studi Manzoniani. Gli interventi restaurativi hanno toccato sia l’edificio – grazie a un progetto firmato Studio De Lucchi – sia una riformulazione dell’offerta culturale. Seguendo una nuova idea strategica di valorizzazione, si vuole approfondire l’opera del grande scrittore, mantenendo così lo statuto della Fondazione manzoniana, cercando al contempo una partecipazione attiva da parte dei cittadini. L’allestimento è stato ripensato in toto, grazie al Consiglio Direttivo e del Comitato Consultivo di Casa Manzoni e alla supervisione di uno dei massimi esperti internazionali di arte italiana dell’Ottocento: il professore di Storia della Critica d’Arte Fernando Mazzocca. Inoltre per l’occasione, la visita è stata affiancata da delle letture di brani del celebre artista, interpretate dagli attori dell’associazione culturale Dramatrà.
Entrando nell’edificio, salendo lo scalone, ci si trova nella prima stanza che tratta della famiglia del poeta, mostrandoci il suo albero genealogico e alcuni dipinti di famiglia. In seguito si articolano una serie di ambienti a tema, come quello dedicato a I Promessi Sposi e ai libri manzoniani di epoca ottocentesca. Molto interessante è lo studio dell’artista al piano terra, con un colorato e bellissimo soffitto a cassettoni, circondato da libri antichi, che ci dà l’idea dell’intimità e dell’importanza che doveva ricoprire questo spazio per Manzoni. Infine, ma non in ultimo, ha riaperto in via permanente anche il Giardino di Alessandro, ora facente parte delle Gallerie d’Italia, importante sede museale milanese di Intesa Sanpaolo. Questo curatissimo spazio verde è intervallato da candide statue antiche, moderne e contemporanee, da Joan Mirò o a Jean Arp (nella foto di home page) a Giò Pomodoro. Un lavoro d’insieme interessante, che ha arricchito il patrimonio storico-culturale della città. Dopo questa visita, impossibile non aver voglia di rileggere qualche passaggio del libro dedicato a Renzo e Lucia! (Micol Balaban)

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