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Una famiglia globale. Ecco tema e artisti della quinta edizione della Biennale parigina della fotografia “Photoquai”

di - 31 Maggio 2015
“We Are Family” è il tema della quinta edizione di Photoquai, biennale della fotografia contemporanea non occidentale, presente nella capitale francese dal 22 settembre al 22 novembre prossimo. Festival en plein air, locato sul lungosenna davanti al museo Quai de Branly, che è organizzatore dell’evento.
Il Festival sarà accolto in una scenografia creata dal noto designer francese Patrick Jouin, che permetterà la coesistenza di piccoli e grandi formati, tutti stampati su vinile. Lungo il percorso, aperto 24 ore su 24 e gratuito, nel quale sarà possibile acquistare il catalogo messo a disposizione da macchinette automatiche, ci saranno ben 400 fotografie esposte di 40 fotografi contemporanei provenienti, tra l’altro, da Asia, Oceania, Africa, Russia e Medio Oriente, il tutto sotto la direzione artistica di Franck Kalero, che riconfermato per la seconda volta.
Sono sei i curatori, invece, che in diverse parti del mondo hanno saputo cogliere e scoprire una miriade di fotografi, al di là della loro età, sesso, tecnica e fama, che dovevano appunto rispondere al tema di quest’anno, “We Are Family”, con foto che fossero in grado di intraprendere un dialogo cospicuo col pubblico molto variegato dell’evento. «Non bisogna interpretare questo tema dal punto di vista genetico, nel senso di “fondare una famiglia”, ma piuttosto nel senso di “fare una famiglia”, vale  a dire costituirne una intorno a qualcosa che abbia senso», asserisce lo spagnolo Kalero. Photoquai nasce nel 2007, e ha attirato durante l’ultima edizione oltre 500mila visitatori, e quest’anno ha tutte le carte in regola per superarsi, in vista inoltre della partecipazione della mitica Tour Eiffel al festival. Infatti sulla terrazza del primo piano del simbolo di Parigi vi saranno alcune fotografie selezionate tra le 900 che hanno risposto al bando. Nella partnership troviamo la galleria parigina Clémentine de la Féronnière che presenterà la serie Ever Young di James Barnor, pioniere della foto ghanese, mentre la Maison de l’Amérique Latine presenterà foto di Lola Alvarez Bravo, una delle più importanti fotografe della prima metà del ventesimo secolo, e in questo caso si tratta della prima grande esposizione francese dell’artista messicana. Tra gli altri: la senegalese Delphine Diallo, che presenta alcuni membri della sua famiglia che trasforma in eroi di racconti ancestrali; la guineana Namsa Leuba il cui lavoro s’incentra sulla cosmogonia africana con lo scopo di tessere un dialogo con le sue stesse origini; Luis Arturo Aguirre presenta Desvestidas una serie sui travestiti, che vengono qui presentati attraverso immagini patinate; il collettivo argentino Cooperativa Sub, che con la serie Huis clos, ha intrapreso un lavoro sul declassamento delle classi medie dovuto alla crisi economica; Stefan Ruiz con la serie Cholombianos, quest’ultimi fans del genere musicale messicano cumbia, che hanno tra le particolarità stravaganti acconciature che hanno affascinato l’artista che intraprende così una serie di ritratti in maniera antropologica, finché la polizia messicana, associando questo tipo di moda ai narcotrafficanti, non li ha costretti a cambiare look. Ma ci sono anche la russa Tatiana Plotnikova, la giapponese Noriko Takasugi e il coreano Chulsu Kim. Inoltre venti fotografi sono stati selezionati dall’organizzazione per partecipare a Photoquai on line, allestito sul sito EyeEm, piattaforma che permette la condivisione e la vendita di foto. Uno dei punti forti di questa manifestazione sta anche nel riuscire a mettere in comunicazione, e a far dialogare e confrontare i visitatori con gli artisti stessi e quest’ultimi tra loro. Presenti perlopiù all’apertura, i fotografi saranno pronti ad accogliere il pubblico che si riverserà liberamente lungo la mostra, in una nuova un’occasione imperdibile. (Livia de Leoni)
foto di copertina: Luisa Dörr & Navin Kala © musée du quai Branly, Photoquai 2015

foto in alto: Mila Teshaieva © musée du quai Branly, Photoquai 2015

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