I recenti scavi – come diffuso da una nota d’agenzia di ieri – hanno testimoniato l’antichità del reperto donandogli anche significati aggiuntivi: la Meta sudans si trovava proprio al punto di confine tra alcune Regiones romane (gli antichi rioni), fungeva probabilmente anche da cippo delimitativo. Il rapporto tra l’acqua e l’Anfiteatro Flavio non si esaurisce qui,il grande monumento venne infatti costruito laddove esisteva un piccolo laghetto circolare, la Cerolia. Ai piedi
(per la ricostruzione virtuale si ringrazia l’Università di Caen, Francia; per la foto aerea l’Università La Sapienza di Roma)
[exibart]
Con “Boulder”, la Galleria Michela Rizzo saluta la storica sede alla Giudecca: un’esposizione corale che riflette su natura, tempo e…
Affermatasi sul mercato negli anni Settanta come un punto di riferimento per il moderno, nella sede di via dell’Orso la…
A Bolzano, TOUTITÉ – ILIAZD Lo Studio della Forma è la prima retrospettiva italiana dedicata al poeta, designer e editore…
Linda Karshan al Palazzo della Cancelleria Apostolica omaggia Roma con opere in cui misura, movimento e umanesimo si intrecciano
Una nuova sessione di vendite interamente dedicate al lusso, tra orologi rari e gioielli. Incluso un Jaeger-LeCoultre "Art Déco" da…
Other Identity è la rubrica dedicata al racconto delle nuove identità visive e culturali e della loro rappresentazione, nel terzo…