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Una passeggiata alla Biennale des Métiers & Création. A Parigi, l’artigianato d’arte ricerca saperi antichi e nuovi know-how

di - 6 Maggio 2017
La Biennale Internationale, ovvero, Révélations, apre la sua terza edizione parigina sotto la Nef del Grand Palais, fino all’8 maggio. Sono oltre i 300 partecipanti provenienti da diverse regioni francesi e da quattordici Paesi che vanno dal Cile, invitato d’onore, al Belgio, Germania, Tunisia, Togo, Gran Bretagna, Lituania, Svezia e via dicendo. E l’Italia? «Siamo stati presenti in precedenti edizioni. Il nostro paese è ricco di artiginato artistico ma in Italia non abbiamo un ente nazionale come l’INMA-Institut National des Métiers d’Art in Francia, che possa contribuire in qualche modo a valorizzare maggiormente l’insieme dell’artigianato d’arte italiano all’estero, come qui al salone Révélation che presenta un artigianato di lusso», ci spiega Elisa Guidi coordinatrice di Artex Centro per l’Artigianato Artistico e Tradizionale della Toscana.
Legno, cuoio, vetro, tessile, metallo, cemento armato, grès, argilla, gemme proposti qui in creazioni tra moda, luminarie, gioielleria, oreficeria, orologeria, ceramica e arte grafica, il tutto elaborato attraverso una manifattura tradizionale e fino alla additive manufacturing (vedi prodotti realizzati con stampanti 3D). Saranno circa 45mila i visitatori attesi, accolti in atelier pratici o invitati a partecipare a conferenze e convegni, come quello sulle problematiche della creazione francese e la sua influenza nel mondo. Dai materiali tradizionali ai quelli nuovi, come alcune minuscole fibre ottiche che permettono di ingrandire l’oggetto senza deformarne la visione, oppure quelli volti a soddisfare nuove esigenze come quelle dei clienti vegan che rifiutano materie di orgine animale. Insomma, un salone in cui la tradizione incontra la creazione contemporanea attraverso uno scambio ricco e variegato che coinvolge anche una certa avanguardia artistica, perché è così che l’hanno voluta e pensata Aude Tahon, presidente d’Ateliers d’Art de France, e Henri Jobbé-Duval, curatore del salone.
Il Cile presenta 24 creatori di eccellenza, con le opere in legno di Egon Muñoz o quelle in argilla di Marcela Undurraga. Lungo gli stand, al centro “le Banquet”, una sorta di passeggiata museale tra le opere più rivelatrici del settore provenienti da Cina, Corea del Sud, Senegal, Svizzera e Francia. Mentre negli stand dai colori vivi, a volte in bianco e nero, o caldi come cuoio o legno, troviamo il blu dell’isola di Okinawa delle ceramiche create dal Ishigaki Pottery Studio di Haruhiko Kaneko. Frutto di una lunga esperienza e ricerca, le creazioni del maestro giapponese portano le variegate tinte dei lapislazzuli, elaborate attraverso l’antica tecnica denominata “della goccia d’olio” che risale al XVI secolo. Presente qui a Révélations una parte dell’opera Blue Wall, classificata «tesoro nazionale del Giappone». Troviamo anche i bassi di Jens Ritter che, ricordiamo, ha collaborato con Madonna, Prince, Elton John e George Benson. L’artista crea a mano questi strumenti musicali come oggetti d’arte, questi tutti diversi ed originali sono anche esposti al Metropolitan Museum of Art di New York. Presente anche Le Mobilier national et des manufactures des Gobelins, con due magnifiche tappezzerie, una di George Braque e l’altra firmata Serge Poliakoff. (Livia De Leoni)

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