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Una pittura murale di Narciso che si specchia nell’acqua riaffiora dagli scavi di Pompei

di - 14 Febbraio 2019
Continuano a emergere nuove meraviglie da Pompei. Nel corso degli scavi nella Regio V della città sepolta dall’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C., è stata ritrovata una straordinaria pittura murale a soggetto mitologico: Narciso che si specchia nell’acqua. Un tema molto alla moda in quell’epoca, già rinvenuto in diversi esempi. I lavori fanno parte del più ampio intervento di messa in sicurezza e riprofilamento dei fronti di scavo, previsto dal Grande Progetto Pompei, che sta interessando gli oltre 3 chilometri di perimetro che costeggia l’area non scavata di Pompei.
La scoperta è avvenuta nella stessa camera della domus su via Vesuvio, che già alcuni mesi fa aveva restituito un’altra immagine incredibilmente vivida, tratta dalla leggenda di Leda e il cigno. Considerando i soggetti ritratti, si delinea l’immagine di un’alcova particolarmente raffinata. D’altra parte, la dimora presentava decorazioni di altissimo livello già dal corridoio di ingresso, con l’immagine beneaugurante di Priapo, molto simile a quella, già documentata, trovata nella contigua casa dei Vettii.
«La bellezza di queste stanze, evidente già dalle prime scoperte, ci ha indotto a modificare il progetto e a proseguire lo scavo per portare alla luce l’ambiente di Leda e l’atrio retrostante», ha spiegato la direttrice ad interim del Parco archeologico di Pompei, Alfonsina Russo. E le scoperte non sono finite qui. Sotto le scale che dovevano condurre al piano superiore, sono stati rinvenuti una dozzina di contenitori in vetro, otto anfore e un imbuto in bronzo, mentre accanto all’impluvio, la vasca pavimentale per la raccolta delle acque piovane, tradizionalmente al centro dell’atrio, è stato trovato un secchio in bronzo.
Ma rapire la vista, sono le decorazioni dell’ambiente di Leda e Narciso che, oltre alle scene già citate, continuano tra grifoni, cornucopie, amorini, nature morte e scene di lotta tra animali. «Un ambiente pervaso dal tema della gioia di vivere, della bellezza e vanità, sottolineato anche dalle figure di menadi e satiri che, in una sorta di corteggio dionisiaco, accompagnavano i visitatori all’interno della parte pubblica della casa. Una decorazione volutamente lussuosa e probabilmente pertinente agli ultimi anni della colonia di Pompei, sepolta nel 79 dopo Cristo, come testimonia lo straordinario stato di conservazione dei colori», ha commentato Massimo Osanna che, direttore uscente del Parco Archeologico giunto a scadenza del contratto, ha comunque mantenuto la direzione scientifica dello scavo.

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