Una fortezza arroccata su una collina che trasforma la relazione con il contesto in nuove, sconfinate possibilità interpretative. Percorrendo i profondi ambulacri di Castel Sant’Elmo, si prova tutto il peso dell’architettura militare, la gravosità storica delle mura robuste e del profondo fossato lasciano indovinare strategie di difesa accuratamente disposte. Poi, arrivati sulla piazza d’armi o sui camminamenti sugli spalti, si raggiunge la leggerezza un po’ inaspettata di uno sconfinamento visivo, quando si osservano le strade di Napoli che si intersecano e sembrano così prossime, la congerie senza soluzione di palazzi antichi e sfacciati abusi moderni agita da migliaia di individui, fino ai Campi Flegrei e all’estensione policroma dei Comuni del vesuviano, oltre il golfo attraversato da navi di ogni portata, verso la lontananza nebbiosa delle isole.
Di questo “sguardo altrove” tiene conto l’ultima edizione di Un’opera per il Castello, il concorso curato da Angela Tecce e Claudia Borrelli, presentato all’Accademia di Belle Arti e che, giunto al quinto anno, è diventato un appuntamento imperdibile per gli artisti desiderosi di confrontarsi con un edificio monumentale, tra i più suggestivi e visitati della penisola. «Abbiamo scelto di presentare il concorso all’Accademia, in un luogo di formazione, perché perseguiamo l’idea del Museo come luogo dinamico delle relazioni e, per questo, è significativa la presenza dei giovani artisti – ha detto Mariella Utili, direttore del Polo Museale – ancora più significativa anche per l’attività, nel comitato organizzativo, di storici dell’arte giovani e competenti, come Luciana Berti e Brunella Velardi».
Il concorso, riservato agli under 36, promosso dal Polo museale della Campania e con il sostegno del Mibact, mette in palio 10mila euro, che serviranno per la realizzazione del progetto che saprà meglio interpretare il tema di quest’anno: Uno sguardo altrove, relazioni e incontri. Senza dimenticare l’interazione con le peculiarità del luogo e dell’architettura, visto che l’opera entrerà a far parte della collezione permanente di Castel Sant’Elmo, andando a corroborare la connessione tra analisi storica e ricerca contemporanea, già stabilita grazie all’attività del museo “Novecento a Napoli”, la sezione dedicata alle sperimentazioni artistiche che animarono il XX Secolo e la città. «Quando, ormai qualche anno fa, iniziai il mio percorso lavorativo nel Ministero, con una specializzazione in arte contemporanea che era ancora vista come qualcosa di eccentrico, ero fermamente convinta, come affermava Roberto Longhi, della continuità dell’arte al di là delle epoche» ha confidato Angela Tecce, curatrice e ideatrice del concorso insieme a Claudia Borrelli e, attualmente, direttore del Polo Museale della Calabria. «L’idea di istituire un concorso dedicato ai giovani artisti e specifico per un edificio storico così importante, nacque da una riflessione sul rapporto inscindibile tra il museo e il contemporaneo. Agli artisti, dunque, si chiede di affrontare la complessità delle relazioni, di cui Sant’Elmo è un simbolo, con la sua apertura alla città e al Mediterraneo».
I vincitori delle scorse edizioni sono stati: Daniela Di Maro, con Anastatica sensibile, Rosy Rox, con Tempo interiore, il collettivo franco-italiano composto da Giulia Beretta, Francesca Borrelli, Francesco Cianciulli, Romain Conduzorgues, Baptiste Furic, Silvia Lacatena, Jule Messau, Carolina Rossi, con Le Jardin, in ex aequo con Gian Maria Tosatti, con My dreams, they’ll never surrender. Vincitore dell’edizione 2014 è stato Claudio Beorchia, con Il Tesoro, che verrà presentata alla fine di novembre. (Mario Francesco Simeone)