Giovedì 30 ottobre 2003 inaugurerà la nuova sede della galleria Capricorno a Washington DC. Per l’apertura della galleria nella capitale americana è prevista la mostra collettiva degli artisti rappresentati con molto successo in Italia (e nella sede di Londra) nella stessa da Antonina Zaru: Salvatore Garau, Marisa Lambertini, Luca Pignatelli, Ercole Pignatelli, Luigi Faccioli, Giovanni Lombardini, Giovanni Frangi, Letizia Fornasieri, Luigi Galligani, Ugo Riva, Fathi Hassan, Marco Petrus.
La “missione” della sede Americana della Capricorno gallery consiste nello stupire il pubblico americano. L’interesse per tutto ciò che è italiano è evidente. Va notato però che nella maggior parte dei casi l’arte italiana viene vista quasi esclusivamente come l’arte antica: si pensa subito alle rovine romane, agli affreschi rinascimentali o alle fontane barocche. Capricorno gallery vorrebbe far conoscere l’altra faccia dell’Italia, l’aspetto moderno e dinamico della sua arte.
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Direi che è dura davvero vedere in quest'elenco di nomi un qualche aspetto
"moderno e dinamico";
pensiamo invece che si sia confidato sul fatto che tutto il mondo é paese e che anche a Washington esista lo stesso settore di pubblico che è tradizionalmente e ottusamente affezionato ad un arte convenzionale che
propone i surrogati di valori pretesi
transtorici. Tra alcune delle opere presentate campeggiano spesso ,se non rovine romane, sicuramente assai consumate rovine greche.
In effetti l'architettura della Casa Bianca ,lì vicino situata ,si armonizza bene, sopratutto di questi tempi, con tale recupero "archeologico", ignaro non solo del presente ma anche delle sviluppi e delle sottigliezze che si possono trovare all'interno del dibattito tra veri archeologi.
ha parlato il professore...
c'è sempre un saccentino che dice che cos'è attuale e che cosa non è attuale nell'arte di oggi... se è molto molto concettuale (oh yeah) ed è sostenuto dalle gallerie chic è attuale, se no è vecchio e obsoleto...
ma quando la finiranno questi piccoli stalinisti di dettare legge nell'universo artistico? e fino a quando continueremo a tollerarli?