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Verso l’astrattismo e oltre. Il MACC di Calasetta presenta il programma di attività del 2018

di - 30 Marzo 2018
Il Museo MACC porta tutte le sfumature dell’astrattismo tra i colori della punta settentrionale della Sardegna, tra le tipiche case bianche di Calasetta e le diverse gradazioni di azzurro e verde dell’arcipelago del Sulcis. Dai maestri degli anni ’30, come Josef Albers e Mario Radice, fino alle sperimentazioni cinetiche di Giuseppe Capogrossi e Bruno Munari, passando per mostre temporanee dedicate ad artisti sardi e per attività collaterali e didattiche, il Museo istituito nel 2000 per iniziativa di Ermanno Leinardi porta avanti la sua linea e per il 2018 propone un ricco programma espositivo, a cura di Efisio Carbone, recentemente nominato direttore artistico da Maricarla Armeni, Presidente della Fondazione MACC. Partendo dal territorio, grazie a una rete di contatti estesa alle imprese culturali più importanti e vivaci, come l’Archeologico di Sant’Antioco, i musei Civici di Cagliari, il centro d’arte EXMA, la Pinacoteca Contini di Oristano, La Fondazione Bartoli-Felter, l’Archivio Maria Lai, la Fondazione Sciola, L’Università degli Studi di Cagliari, come la Giuseppe Frau Gallery di Iglesias e Cherimus di Perdaxius, con le quali saranno avviati nuovi progetti. Ma anche ampliando lo sguardo, con un programma di residenze internazionali sviluppato con il supporto di Claude Corongiu, proprietaria della Galleria Macca, che nel suo primo step, attualmente in corso, ha coinvolto l’artista e designer cilena Paulina Herrera Letelier e la compositrice-musicista sarda Francesca Romana Motzo, al lavoro su una installazione site-specific destinata alla Torre Sabauda, sede della mostra in apertura a luglio.
Due le mostre in preparazione, a cura di Roberta Vanali, la prima dedicata a Primo Pantoli, artista sardo recentemente scomparso, che esporrà la sua produzione pittorica, tra disegni e incisioni, la seconda incentrata sul tema del genius loci, tra luglio e agosto, affiancando artisti come Costantino Nivola, Maria Lai, Salvatore Fancello, Pinuccio Sciola , Antonello Ottonello, Lalla Lussu e Ruben Montini. Sempre ad agosto, negli spazi della Torre Sabauda, una mostra ideata ideata e curata dall’artista di origini calasettane Giuseppe Vigo insieme ad artisti nazionali e internazionali come Marta Romani, Giuseppe Mongiello, Jessica Bribò, Karl Logge e Veruska Ibba.
In primo piano la collezione permanente, composta da 130 opere per la quale è previsto un lavoro di approfondimento coordinato da Silvia Ledda, che andrà dalla schedatura online, all’analisi dello stato di conservazione e alla pubblicazione di un catalogo aggiornato. A ottobre e novembre, in collaborazione con Casa Falconieri, Centro di Sperimentazione e Ricerca attivo a livello internazionale, il MACC ospiterà la rassegna On Paper, dedicata all’incisione contemporanea.

In alto: allestimento Geometrie di Confine al MACC, foto di Federica Orrù

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