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Vicenza, torna in Italia l’ultimo disegno di Michelangelo posseduto da privati

di - 26 Febbraio 2002

Dopo oltre due secoli, torna in Italia un disegno di Michelangelo. Conservato in un’importante collezione inglese, era l’ultimo dei disegni del Buonarroti ancora in mano privata. L’acquisto dell’opera è stato finanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Verona Vicenza Belluno e Ancona su segnalazione del Centro Internazionale di Studi di Architettura Andrea Palladio di Vicenza. La straordinaria opera di Michelangelo andrà ad arricchire le collezioni del Museo Palladiano che l’istituzione vicentina sta costituendo in Palazzo Barbaran da Porto.

Per una volta, quindi, è l’Italia a riappropriarsi di un brano importante del proprio patrimonio culturale, usualmente preda ambita dei grandi musei internazionali.

Il foglio è presente al n. 630 del monumentale Corpus dei disegni di Michelangelo di Charles de Tolnay, in accordo con l’attribuzione di A.E. Popham e Johannes Wilde. In occasione dell’acquisto l’autografia michelangiolesca è stata ulteriormente confermata da Caroline Elam, direttrice dell’autorevole “The Burlington Magazine”, in sintonia con Michael Hirst, indiscusso specialista dell’opera grafica di Michelangelo.

Il disegno, a matita rossa, è un opera di un Michelangelo ormai quarantenne, che si avvicina all’architettura tramite le proprie esperienze come scultore e soprattutto come progettista del monumento funebre di papa Giulio II.

E’ un disegno rapido a mano libera, equivalente in termini architettonici di un “primo pensiero” per una composizione a figure. Rappresenta uno studio di progetto per un arco di trionfo, da collegarsi probabilmente agli apparati effimeri realizzati a Roma e Firenze per l’ingresso trionfale in città del papa Leone X nel secondo decennio del Cinquecento. Il segno, rapido e vigoroso, e il modo in cui la composizione è progressivamente trasformata e rafforzata, tradisce non solo i modi grafici e il linguaggio architettonico di Michelangelo, ma anche la “terribilità” delle sue procedure creative.

La presenza del disegno di Michelangelo nelle collezioni di palazzo Barbaran da Porto, a Vicenza, è significativa non solo perché l’artista fiorentino e Andrea Palladio sono i veri protagonisti dell’architettura di pieno Cinquecento, ma anche per la stretta amicizia che legava il Buonarroti con un altro vicentino, Valerio Belli. Nei fondali architettonici delle pietre dure e cristalli di rocca che incideva con rara maestria, il grande orafo vicentino si lasciava ispirare proprio da disegni d’architettura di Michelangelo del tipo di quello ora presente al Centro palladiano.

[exibart]

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