Balance, Millo, 2020, Courtesy: Giampaolo Carta
Un nastro, una teiera. Un vinile messo su per rallegrare l’atmosfera di casa. Un bicchiere di vino e tanti schermi. Chi lo sa se per Millo, alla nascita Francesco Camillo Giorgino, il lockdown è stato dominato da questi fattori casuali e ordinari. Sicuramente appare come un riverbero di quarantena quello che, invece, rimarrà impresso, ancora una volta, nelle mura di un’abitazione domestica, nel complesso residenziale in via Pascoli di San Gavino Monreale, a pochi chilometri da Cagliari.
All’ingresso del paese ormai noto per la sua fervida attività di street art fuori dal seminato del muralismo sardo, è arrivato Millo, uno tra i più acclamati artisti nel fenomeno di rigenerazione urbana dell’ambiente italiano, e non solo. Prendendo parte a diversi festival ed eventi d’arte, le sue tracce sono sparse in giro per il mondo, tra Stati Uniti, Russia, Cina, Australia, Tailandia, Argentina, ma anche in Spagna, Portogallo, Gran Bretagna, Polonia, Lituania e, manco a dirlo, Italia.
E stavolta, Sardegna. Il primo murale dopo la stasi, sia per l’artista che per il paese di San Gavino, di cui si fa carico l’associazione Skizzo con “Non Solo Murales di San Gavino Monreale”, marchio nato per la diffusione delle opere del paese, sul campo dal 2013 per l’attività di riqualificazione attraverso l’immediatezza della street art. In una sequenza di numeri primi di partecipazioni inedite e opere negli angoli più inconsueti del paese, spesso fuori dal centro storico, ecco aggiungersi Millo.
Assorti e concentrati, un uomo e una donna troneggiano all’interno di un intricato paese dei balocchi metropolitano, in cui sfrecciano insolenti aeroplani e le strade si intrecciano sotto i mastodontici protagonisti: Balance (Equilibrio) è davvero l’espressione (e il titolo) necessario e azzeccato dell’opera di Millo. Nella dimensione quasi zen nei quali appaiono avvolti i due personaggi, la concentrazione è al servizio di una simmetria non definita: l’ipotizzabile crollo dei singoli elementi, sproporzionati e incongruenti, non è contemplato. Il saccheggio casuale dei pezzi di questo improbabile jenga è sorretto dalla solerzia con cui viene coltivato, dalla leggerezza con cui viene messo in atto, senza curarsi del resto.
In questo piccolo, fervido mondo, Millo lascia la sua traccia a San Gavino Monreale, unendosi alla crew di street artist di ogni dove che già da tempo alimentano la realtà inusuale di questo paese. Assai meno legato alla tradizione regionale del muralismo, riferisce Giorgio Casu direttore artistico dell’associazione e anch’egli street artist, a cui si aggiunge la voce del presidente Riccardo Pinna Zard, il paese è altrettanto investito da fenomeni sociali ben noti al panorama del meridione, come lo spopolamento, la difficoltà nel creare prospettive di lavoro per i giovani, in un calderone di problematiche che ne fanno terreno fertile e comunicativo per l’arte urbana.
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