Categorie: Street Art

Street art contro l’inquinamento. Il Messico prova a respirare con una vernice speciale

di - 8 Maggio 2019
Meta per una vacanza da sogno e parte integrante dell’America del Nord, il Messico ospita alcune tra le più celebri meraviglie del mondo. Peccato che, al di là del Canyon del Sumidero e il paradiso terrestre delle cascate di Agua Azul, sia stato classificato nel 1992 dall’Onu, come uno dei luoghi più inquinati dell’emisfero occidentale. Tuttavia, nonostante limitazioni al traffico e misure rigide di contenimento dei gas, la prima vera rivoluzione arriva solo oggi, con un murales colorato di un albero alto 35 metri, uno dei tre lavori pubblici ed ecologici realizzati con vernice AIRLITE, che purifica l’aria inquinata in un processo simile alla fotosintesi. Il progetto è sostenuto da Pernod Ricard, celebre produttore francese, e mira ad aumentare i livelli di ossigeno in città del Messico, dove i livelli di concentrazione di ozono rimangono alti nonostante misure governative in materia di carburanti e automobili.
Il collettivo artistico Boa Mistura ha dipinto il murale su un edificio sopra Reforma Avenue, uno dei viali più trafficati di Città del Messico. ‹‹Quello che abbiamo cercato di fare con il nostro lavoro è stato rendere la città più consapevole dei suoi problemi ambientali››, dice Pablo Purone, uno degli artisti del gruppo. ‹‹Abbiamo fatto una cosa più che sensata, dando vita a questo albero su un viale che è attraversato da così tante auto››. La vernice AIRLITE, infatti, reagisce chimicamente con gli inquinanti nell’aria, trasformandoli in composti inerti ed è atta a neutralizzare la stessa quantità di inquinamento creato da circa 60mila veicoli all’anno.
Ancora una volta, l’arte è l’antidoto per un male che, agli occhi di un’umanità disinteressata, sembra incurabile. È importante non rimanere sordi ai problemi del pianeta e ricordare che l’inquinamento nasce all’interno dell’uomo. Al Messico non bastano più le intenzioni: serve aria. Aria pulita e respirabile, alla ricerca di nuove prospettive d’evoluzione. (Carlotta Casolaro)

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