Categorie: Teatro

La distanza sociale. Il peep-show è il futuro del teatro?

di - 3 Aprile 2020

Diciamolo francamente: il teatro in video è noioso. È vero che è importante mantenere viva la memoria storica del teatro, immortalandolo con un video altrimenti perso per sempre. Però il teatro in video crea una distonia tra mainstream e intellettualismo che poco si adatta ai tempi moderni, ma che pur sempre si digerisce in attesa di una nuova normalità, un po’ come in adolescenza quando si guardavano i film porno in attesa di un “live”. Certo è che il teatro ci ha abituati negli ultimi anni a modalità alternative di partecipazione, da spettacoli in cuffia in giro per la città, a passeggiate di gruppo nelle periferie, spettacoli proiettati su schermo…

Ecco che proprio il porno potrebbe avere qualcosa da insegnare al mondo del teatro nel post Covid, alla ricerca di quella famosa aura del qui e ora benjaminiama. Effettivamente qual è quello spettacolo in cui si è da soli a godere di una esperienza unica tra l’intrattenimento e il piacere, mantenendo ovviamente la giusta distanza? Il Peep-show.

Peep show

Il teatro come peep show, in distanza sociale

Per chi non è pratico, il Peep Show è uno strumento ottico che permette di vedere una serie di immagini o oggetti attraverso un foro, usato anche come intrattenimento nel teatro di strada, oggi invece il termine si riferisce più comunemente a spettacoli a sfondo sessuale, dove una performer si esibisce dietro un vetro. Che diventi una formula anche per il teatro di prosa? Rimarrebbe il rapporto diretto con l’attore, non ci sarebbe più il filtro di uno schermo, l’esperienza torna a essere unica ogni qual volta il sipario si apra, preservando l’irripetibilità del momento, specificità del teatro. Potrebbe essere una formula nelle nuove sfere del teatro sperimentale e di avanguardia, dove già si contano numerose esperienze di spettacoli per uno spettatore, che a sua volta diventa attore in un ambiguo gioco metateatrale, fautore/attore della messa in scena.

Una formula di fruizione individuale l’ha pensata anche Marat Gatsalov, direttore del Teatro dell’Opera e del Balletto di Perm, in Russia con il progetto One on One, uno spettacolo per un solo spettatore seduto in platea, selezionato attraverso una lotteria. Ma in realtà non si deve andare così lontano per pensare un possibile teatro conforme alle distanze di sicurezza. I classici teatri all’italiana dotati di palchetti sono perfetti per ospitare uno spettatore ognuno.

Il teatro è stato da sempre l’arte per l’interpretazione del presente e anche dopo questi mesi di breakdown saprà come reinventarsi, magari per reinventare anche il concetto di comunità.

Dopo gli studi al Politecnico di Milano e all'Accademia di Belle Arti di Brera, collabora con diverse testate di teatro e arte. Studiosa di arti visive, design e spettacolo dal vivo, è particolarmente interessata alla ricezione e alla simbologia delle opere d'arte nella società contemporanea. Attualmente impegnata nello sviluppo del portale trovafestival.com, la cultura in movimento.

Visualizza commenti

Articoli recenti

  • Fotografia

Yorgos Lanthimos cerca la libertà nelle fotografie: la mostra ad Atene

L’acclamato regista greco Yorgos Lanthimos presenterà, negli spazi di Onassis Stegi, ad Atene, una mostra dedicata alla sua ricerca fotografica,…

21 Gennaio 2026 13:56
  • Arte contemporanea

Padiglione Sudafrica, il ritiro dalla Biennale di Venezia finisce sotto indagine

Dopo il ritiro del Padiglione sudafricano, è stata aperta un’indagine interna ufficiale sull'operato del ministro della cultura, che mette in…

21 Gennaio 2026 12:38
  • Archeologia

A Fano riemerge la Basilica di Vitruvio, una scoperta storica per l’archeologia

Durante gli scavi in piazza Andrea Costa, a Fano, è stata identificata la Basilica descritta da Vitruvio nel trattato De…

21 Gennaio 2026 11:18
  • Progetti e iniziative

Capitale italiana della Cultura 2028: annunciate le dieci città finaliste

Il Ministero della Cultura ha reso note le dieci città finaliste per il titolo di Capitale italiana della Cultura 2028:…

21 Gennaio 2026 10:15
  • exibart.prize

exibart prize incontra Alessandro Pavone

Il mio mestiere è un incessante sbagliare e ricominciare, un disorientamento nutrito dal coraggio, dalla responsabilità e dall'autodisciplina di avventurarsi…

21 Gennaio 2026 9:12
  • Mostre

We Art Open 2026: a Venezia la nona edizione del progetto dedicato alla ricerca artistica contemporanea

Sull’isola della Giudecca, fino al 1 febbraio 2026, la mostra finale del concorso internazionale We Art Open riunisce 15 artisti…

21 Gennaio 2026 0:02