Categorie: Teatro

L’angelo del focolare: Emma Dante toglie ogni alibi alla violenza domestica

di - 25 Novembre 2025

Uscita con gli occhi lucidi. Nemmeno il tempo di ritrovare l’aria, che un collega, incrociandomi nel foyer, mi sorride con un «Addirittura?». Poi, come colto da un improvviso imbarazzo, annaspa in una retromarcia: «Beh…i vissuti, le corde di ognuno…». È in quella piccola frattura, in quel passaggio fra incredulità e giustificazione, che si può misurare l’effetto dell’ultima creazione di Emma Dante, L’angelo del focolare, presentata in prima assoluta al Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa. Una frattura che attraversa il pubblico in modo netto: molte donne irrigidite, toccate, trafitte, molti uomini che applaudono convinti ma con quel “bello, ma…” che serve a schermare il disagio.

Emma Dante, L’angelo del focolare, ph. Masiar Pasquali

Emma Dante non indora nulla: la scena si apre già sull’abisso. La donna è a terra, stesa come una cosa fuori posto. Ha mezza faccia coperta da una macchia di sangue secco, una ferita sedimentata nel tempo più che nel corpo. Il marito, in mutande e canottiera bianca, le cammina accanto, anzi, le passa sopra, senza nemmeno vederla, diretto verso il cesso.
Il figlio, anche lui mascolinamente vestito come il padre, lo replica, con una naturalezza che fa più male della violenza stessa. A vegliare, si fa per dire, la suocera: seduta, brontolante, ingabbiata in un siciliano che diventa colonna sonora dell’indifferenza.

Emma Dante, L’angelo del focolare, ph. Masiar Pasquali

Non ci sono segreti: la violenza è dichiarata subito, secca, esposta come un cadavere in piena luce. Nessuna attesa, nessuna progressione narrativa: Dante sceglie di iniziare dove altri finirebbero, cancellando ogni speranza di ambiguità.

Da lì, lo spettacolo non cerca né metafore né attenuanti. Le dinamiche familiari si sviluppano in un rituale di sopravvivenza in una scena quasi vuota, ruotando attorno a un tavolo e una poltrona, oggetti della quotidianità: la donna si rialza perché deve.

Emma Dante, L’angelo del focolare, ph. Masiar Pasquali

L’uomo si impone perché può, maschio forte e alcolizzato fin dal mattino, che insegna al figlio le tecniche di seduzione. La suocera legittima perché “così si è sempre fatto”, giustificando e chiudendo gli occhi, forse a sua volta vittima. Il figlio cerca una via di fuga, un’altra lingua, un modo per respirare ma, in una casa dove i gesti sono ferite e le parole sono armi, la sua alternativa non sopravvive. Finisce così per apprendere l’unica grammatica emotiva che gli è stata consegnata: l’odio verso la madre. Un microcosmo crudele e purtroppo riconoscibile, dove la violenza non è esplosione ma amministrazione quotidiana.

L’interpretazione della protagonista è devastante nella sua economia: non implora, non denuncia, non chiede. Resiste. E questa resistenza muta, fatta di gesti spezzati e posture che cercano un centro di gravità che non c’è, pesa più di qualunque urlo.

Emma Dante, L’angelo del focolare, ph. Masiar Pasquali

Dopo una sequenza serrata di soprusi e automatismi, lei inizia a danzare, sulle note di Alla fiera dell’Est di Branduardi: un movimento che cresce piano, scomposto, come se cercasse un ritmo possibile dopo tutto ciò che è accaduto. Ha il sapore di una liberazione che non consola, di una morte che non si celebra, e porta con sé un gesto minimo di perdono, rivolto non agli altri ma a sé stessa. Un margine stretto, ma reale.

Emma Dante, L’angelo del focolare, ph. Masiar Pasquali

È in quella danza che lo spettacolo si spezza. Non con un gesto estremo, non con un urlo, ma con un corpo che, per la prima volta, si riappropria dello spazio. Tutto il resto, l’uomo, la suocera, gli automatismi familiari, restano ai bordi, fuori scena, come un sistema ormai esaurito. La musica procede e la scena non offre soluzioni, solo una verità necessaria: che sia vita, che sia perdono, qualcosa si è rotto e non può essere ricomposto.

Emma Dante, L’angelo del focolare, ph. Masiar Pasquali

E allora sì, «Addirittura». Perché L’angelo del focolare non commuove: fa male.
E il fatto che molte donne ne escano col nodo in gola mentre molti uomini ripetano «Bello, ma…» dice già tutto su dove si colloca la ferita.

Prossime repliche a Napoli, Mestre, Firenze.

Dopo gli studi al Politecnico di Milano e all'Accademia di Belle Arti di Brera, collabora con diverse testate di teatro e arte. Studiosa di arti visive, design e spettacolo dal vivo, è particolarmente interessata alla ricezione e alla simbologia delle opere d'arte nella società contemporanea. Attualmente impegnata nello sviluppo del portale trovafestival.com, la cultura in movimento.

Articoli recenti

  • Progetti e iniziative

Do ut do, il programma di mostre diffuse a Bologna, per riflettere sull’identità

Do ut do torna a Bologna con un programma diffuso e incentrato sul tema dell'identità come processo relazionale, dall'omaggio a…

11 Febbraio 2026 10:30
  • Mostre

Gioiello e potere: la metamorfosi della rappresentazione maschile nei secoli

Una mosta a Palazzo Morando di Milano ripercorre la storia del gioiello come linguaggio di potere, appartenenza e identità, attraverso…

11 Febbraio 2026 9:30
  • Mostre

Un gesto semplice, una presenza totale. Klaus Rinke, a Bergamo

Con una selezione di alcuni dei suoi lavori più iconici, la galleria di Thomas Brambilla ospita fino al prossimo 20…

11 Febbraio 2026 0:02
  • Musei

Chiara Gatti direttrice pro tempore del Museo Nivola di Orani, in attesa del bando

Chiara Gatti è stata nominata direttrice pro tempore del Museo Nivola di Orani, in attesa del nuovo bando. Continuerà a…

10 Febbraio 2026 19:53
  • Mostre

Dentro Casa Italia alla Triennale Milano, dove le Muse greche ispirano la mostra dei Giochi Olimpici

L’appello alla Musa classica unisce arte e sport con una mostra che ricorda il valore fondante delle Olimpiadi. Attraverso una…

10 Febbraio 2026 18:32
  • Mercato

Com’è andata Art Fair Philippines 2026: 5 artisti locali (e non solo) da tenere d’occhio

Cala il sipario sulla fiera di Manila. Ecco com'è andata tra gallerie locali e internazionali, progetti speciali e nuovi protagonisti…

10 Febbraio 2026 16:58