Categorie: Teatro

Il Vangelo secondo Eckhart: un’occasione per riflettere sulla contemporaneità

di - 15 Marzo 2025

C’è la sapienza di una drammaturgia, e di una regia, che amalgama con giudizio la staticità di tre voci recitanti, la sonorità di un coro di canti gregoriani e di altre risonanze acustiche, la visione di immagini in movimento proiettate sulle pareti. E c’è un luogo, il Portego delle colonne della Scuola Grande di San Marco a Venezia, l’atrio del monumentale complesso cinquecentesco noto come Ospedale Civile SS. Giovanni e Paolo, che accoglie ed esalta tutto questo. Qui, nel luogo per definizione destinato alla cura del corpo, si aggiunge quella dello spirito, balsamo per l’anima.

Vangelo, ph Andrea Avezzù, courtesy La Biennale di Venezia

Siamo ad ascoltare parole lontane nel tempo, eppure sempre vicine se ricondotte all’umana esistenza, la cui forza ed eco possono risuonare ancora oggi. Sono brani del Vangelo di San Giovanni tratti dall’Expositio Sancti Evangeli secundum Iohannem del teologo domenicano, filosofo e mistico sassone Meister Eckhart, un progetto speciale dell’Archivio Storico della Biennale di Venezia. Presentato in forma scenica e in più serate, si dipana sui diversi temi dell’Expositio con l’intervento iniziale, come prologo, affidato a uno scrittore o a un filosofo la cui riflessione si incastona poi nei brani del Commento, interpretati in parte nel latino originale.

Definito Lebemeister oltre che Lesemeister (maestro di vita non solo di cultura e di pensiero), Meister Eckhart, pseudonimo di Eckhart von Hochheim (1260-1328 ca.), difendendo il primato della ragione che si fa spirito, interpreta la Scrittura – i suoi testi più importanti sono i libri veterotestamentari – in modo che essa sia sempre in accordo con la filosofia classica. Il testo giovanneo permette al magister di sviluppare appieno la sua dottrina mistica fondamentale: la generazione del Logos nell’anima dell’uomo completamente distaccato, che diviene così uomo divino, come il Figlio.

Vangelo, ph Andrea Avezzù, courtesy La Biennale di Venezia

Nell’immersiva mise en espace, osserviamo al centro della sala una pedana circondata dal pubblico, e chiusa da un velo trasparente contenente tre figure di officianti rigorosi della Parola sacra – gli attori Federica Fracassi, Dario Aita e Leda Kreider – posizionati con tre leggii. Dietro agli spettatori, distribuito in due diverse postazioni è posizionato il Coro della Cappella Marciana impegnato nel canto gregoriano sui testi liturgici del vangelo giovanneo. Le parole sacre, mistiche, critiche di Eckhart, risuonano potenti nel loro luminoso significato, che, nel percorso rappresentato in scena, va dal Logos, ossia la ricerca di una verità illuminata, all’Essere, inteso come uno e molteplice (Padre, Figlio, Spirito Santo), abbracciando anche la figura dell’uomo giusto; dall’Amore quale forza generatrice di vita, di verità e bene, fino alla dialettica anima/corpo.

Vangelo, ph Andrea Avezzù, courtesy La Biennale di Venezia

Tutto parte dall’incipit In principio era il Verbo cui Meister Eckhart dedica gran parte del suo Commento destinato a infinite interpretazioni. «Bene/male: non c’è una coppia di concetti più impropri rispetto al pensiero di Meister Eckhart, ma forse proprio per questo non c’è una chiave più giusta per interrogare quel pensiero, per capire che cosa quel pensiero ha da dire a noi, oggi». Così la grecista e filologa Monica Centanni introduce una delle cinque diverse serate con la sua articolata e profonda riflessione sul tema.

E suscitando in noi la domanda: Che cosa ci può dire Meister Eckhart oggi? Perché è necessario ascoltarlo? Non solo per una questione religiosa, ma anche perché le parole interrogano il significato del bene e del male, e ci ricordano la necessità di un confronto.

Vangelo, ph Andrea Avezzù, courtesy La Biennale di Venezia

Lo spettacolo è un dramma ai nostri occhi, agli occhi di noi uomini troppo moderni per pensare, troppo stanchi per immaginare, troppo avari di sé, immobili verso il prossimo. Meister Eckhart ci offre un’occasione per la mente e per l’anima, e lo spettacolo ce la getta addosso con veemenza, dicendoci di svegliarci, di riflettere sul bene, su Dio e su chi lo segue. E “Sequere me”, è l’invito ripetuto più volte dalle tre voci.

Articoli recenti

  • Arte contemporanea

Bocal, un nuovo spazio per l’arte contemporanea a Roma

Sotto la direzione artistica di Isabella Vitale, i Pieux Établissements de la France à Rome inaugurano bocal, un laboratorio di…

22 Gennaio 2026 0:02
  • Mostre

Tre artiste, due generazioni, un sud plurale: la mostra del Premio Meridiana al museo Madre

Al museo Madre di Napoli, la prima mostra del Premio Meridiana: Santa do pau oco, a cura di Gabriella Rebello…

21 Gennaio 2026 19:30
  • Progetti e iniziative

Bruxelles 2026: una capitale culturale in trasformazione, dal Kanal – Centre Pompidou alle mostre diffuse in città

Dall’attesissima apertura di Kanal - Centre Pompidou alle grandi mostre di Bozar, fino a fiere, festival e progetti diffusi: il…

21 Gennaio 2026 18:05
  • Mostre

A Palazzo da Mosto di Reggio Emilia, una doppia mostra sul divenire della materia

La Fondazione Palazzo Magnani di Reggio Emilia presenta una doppia mostra di Federico Branchetti e Fabio Iemmi, che riflette sul…

21 Gennaio 2026 16:48
  • Mercato

L’asta di Sotheby’s a Singapore, nel pieno della art week

Artisti orientali e occidentali, moderni e contemporanei. Così la majors riflette il dinamismo del mercato dell'arte asiatico, proprio in concomitanza…

21 Gennaio 2026 15:35
  • Mostre

Le visioni liriche di Federico Montesano in mostra alla Malinpensa di Torino

Frammenti Sospesi: a Torino, la Galleria d’Arte Malinpensa by La Telaccia presenta la personale di Federico Montesano, una mostra in…

21 Gennaio 2026 15:12