Si intitola Anni-Luce ed è un opera-pavimentale di Giulio Paolini il quale nel presentare il suo progetto, l’ha descritto come una “superficie piana e praticabile, ottenuta al livello del giardino grazie alla copertura del cortile d’accesso ai locali sotterranei della Galleria, trattata a mosaico lapideo policromo”.
L’immagine che così si compone – da ammirare dall’alto – suggerisce un effetto “trompe-l’oeil”.
Agli occhi dello spettatore si presenta la stanza di un museo le cui porte, le pareti, le finestre sono aperte sull’universo. Si è attratti dal vuoto che domina la parte centrale del mosaico ed affascinati dal blu del cielo che fa da sfondo all’armonica danza dei pianeti e delle stelle, accompagnati, nel loro valzer notturno, dalle superfici dei quadri che “abbandonate le cornici, sembrano a loro volta sospese nel tempo e nello spazio, ad una distanza incalcolabile dal nostro sguardo”.
Così l’arte nella sua più pura essenza, al di là delle forme e degli stili si congiunge con l’infinito, dove tutto sembra possibile, dove tutto si può esprimere.
Segno di questa molteplicità sono i differenti materiali con i quali l’arena è stata realizzata – la prospettiva delle pareti della stanza è di tre diversi graniti, scelti per il loro colore e provenienti da varie parti del mondo (bettel withe degli USA, barrè gray del Canada, e il porfido bruno della Valcamonica); la grande superficie centrale, a fondo nero, è composta di lastre di diorite d’Anzola (Val d’Ossola); le nove tele bianche sono state definite da lastre di marmo statuario di Carrara, mentre le nove cornici sono di sabbia dorata, ovverosia una tipica pietra brasiliana. Infine, i corpi celesti sono in quarzite azzurra del Brasile, malachite verde della Svezia, Blatic Brown della Norvegia e altre pietre pregiate.
Nell’ottica della sperimentazione e dell’unione tra diverse interpretazioni della creatività, l’arena di Paolini, progettata dall’Architetto Giorgio Rosental, verrà utilizzata nei mesi estivi per manifestazioni, concerti e spettacoli e per il resto dell’anno si lascerà attraversare da quanti, dediti alla meditazione, avranno voglia di fermarsi a contemplarla o semplicemente a sostarvi.
Quest’area di 60 mq, si inserisce perfettamente nel progetto di rifacimento dei giardini del Museo curato dall’Architetto Paolo Pejrone.
L’arena di Paolini è stata realizzata grazie al contributo della Compagnia di S. Paolo.
Federica De Maria
vista il 20 maggio 2001
Nel clima di repressione e incertezza che attraversa il Paese, numerosi spazi culturali scelgono di chiudere, tra timori per la…
Un esperimento comparativo tra Jean-Michel Basquiat, da anni considerato il benchmark del Contemporaneo, e Gustav Klimt, fresco di record da…
In occasione di ART CITY Bologna 2026, l’arte contemporanea attraversa le mura Casa Circondariale Rocco D’Amato, con il progetto di…
L’appuntamento mensile dedicato alle mostre e ai progetti espositivi più interessanti di prossima apertura, in tutta Italia: ecco la nostra…
L’ampliamento firmato da OMA raddoppia la superficie del New Museum di New York, che riaprirà nel marzo 2026 con una…
Grazie a una donazione da 60 milioni, il Rijksmuseum di Amsterdan aprirà un nuovo parco dedicato alla scultura contemporanea, con…