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Fino al 10.XII.2000 | Gentilhuomini Christiani e Religiosi Cavalieri | Nove secoli dell’Ordine di Malta in Piemonte | Torino, Archivio di Stato |

di - 16 Novembre 2000

Al tempo delle Crociate, intorno al 1070, alcuni mercanti amalfitani devoti fondarono a Gerusalemme un ospizio/ospedale in cui venivano curati ammalati e pellegrini sotto la guida di frate Gerardo. Nel 1099 questo ospedale divenne la sede di un Ordine che nel 1137 si definisce anche Ordine Militare in difesa dei pellegrini. Nei secoli successivi l’impegno rimase invariato; oggi è attivo un Corpo di Soccorso (CISOM) nell’ambito della Protezione Civile e sono state firmate convenzioni con il Ministero della Difesa per l’impegno, in caso di conflitto, di un corpo militare militense.
In Piemonte, i Gentilhuomini Christiani e Religiosi Cavalieri comparirono fin dalle origini, alcuni studiosi ipotizzano perfino che frate Gerardo fosse piemontese. Si hanno notizie di un ospedale a Valenza (Al) costruito nel 1096, documenti, tra cui una Bolla papale, accertano invece la presenza di possedimenti ad Asti (la Chiesa del Santo Sepolcro, i campi oltre le mura e le case dell’attuale Borgo San Pietro), ad Ivrea, Fossano, Centallo, Alessandria, Novara, Vercelli, Casale e Cassine.
La mostra si articola in due sezioni, una presso la medioevale sede del priorato di Lombardia, il complesso di San Pietro ad Asti, l’altra presso l’Archivio di Stato di Torino.

La rotonda del Santo Sepolcro ad Asti, architettura romanica che richiama la Basilica di Gerusalemme, l’aula quadrata della metà del ‘400 con fregi in cotto all’esterno ed all’interno, costituiscono l’importante sezione astense della mostra. Presso le juvarriane sale dell’Archivio di Stato, invece, troviamo circa 170 pezzi, provenienti da collezioni private e pubbliche, che testimoniano l’attività ospedaliera, con la ricostruzione di un’infermeria, la spiritualità, con pietre tombali, arredi liturgici, testi per le cerimonie, e la militarizzazione dell’Ordine con corazze, divise, bandiere e progetti di navi e fortificazioni.
La mostra si apre con una ricca esposizione di ritratti di Cavalieri, dalle origini ai giorni nostri, tra cui quello di Emanule Filiberto di Savoia con la croce di Malta sull’armatura che si rifà al quadro di Anton Van Dyck.
Entrare a far parte dell’Ordine richiedeva requisiti specifici, l’appartenenza ad una famiglia nobile ed il rispetto di norme che dovevano ispirare l’operato qui raccontante con un’affascinante documentazione.
La mostra si conclude con i bellissimimi “cabrei”, miniature del territorio piemontese che illustrano i numerosi insediamenti in Piemonte, il sistema delle commende e la loro amministrazione.
L’obiettivo della mostra è di far conoscere l’importante ruolo esercitato dai piemontesi nell’Ordine di Malta attualmente poco conosciuto, tanto che fra’ Roggero Caccia Dominioni, Commendatore di Giustizia e Gran Priore di Lombardia e Venezia del Sovrano Militare Ordine di Malta, scrive nel catalogo: “Non nascondo di aver provato una certa meraviglia […] nello scorrere il lungo elenco di quasi millecinquecento Cavalieri piemontesi […] e ho compreso l’importanza di questa terra per l’Ordine”. Obiettivo raggiunto!

Paolo Tamborrini



Gentilhuomini Christiani e Religiosi Cavalieri. Nove secoli dell’Ordine di Malta in Piemonte.
Torino, Archivio di Stato, Piazzetta Mollino – Asti Complesso di San Pietro, Corso Alfieri 2.
Durata: fino al 10 Dicembre 2000;
Orario di visita: Torino, dal martedì alla domenica dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 19;00; Asti, dal martedì alla domenica dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18.00;
Costo: ingresso gratuito;
Catalogo: “Gentilhuomini Christiani e Religiosi Cavalieri. Nove secoli dell’Ordine di Malta in Piemonte.”, Tommaso Ricardi di Netro, Luisa Clotilde Gentile (a cura di), Electa ed. Novembre 2000.




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  • questo sito e bellissimo e molto importante per me.io entro spesso.vorrei chiedervi una cortesia se e possibile entrare in quel ordine sovrano.militare ordine di malta.io sono molto catolico,e sono negli ordini di cav.della corona di ferro,e guardia d'onore delle tombe del pantheon.sono un militare lavoro alla regione carabinieri sardegna.gradirei il vostro numero di telefono per conttatarvi.un grande saluto al gran maestro del ordine.ciao a presto

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