Torino dedica una manifestazione al regista-poeta-fotografo iraniano Abbas Kiarostami. La sua poliedrica opera di autore “totale” si esprime attraverso linguaggi diversi pur restando fedele a se stesso e alle sue tematiche. Accanto all’opera cinematografica ospitata presso il Museo Nazionale del Cinema e al workshop di regia alla Scuola Holden, la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo accoglie una mostra che presenta due serie di fotografie in cui il cineasta (o dovremmo dire il fotografo) fa ricorso a un classico bianco e nero in netto contrasto con le tinte abbaglianti del sole
La seconda serie di foto, The roads of Kiarostami, è composta di 52 scatti compresi tra il 1978 e il 2003 e si riaggancia, anche nel titolo, all’intera rassegna. Le strade sono infatti un tema ricorrente nella sua poetica, hanno un significato profondo nella poesia classica iraniana, hanno a che vedere con l’andare, il migrare, il distacco, sono il simbolo della vita stessa, con il suo passare tra difficoltà e serenità, tra montagne, e dolci colline. Ogni strada, sostiene Kiarostami, “è colma di storie e di esseri umani che le hanno attraversate”. Una sosta, tra queste strade, Kiarostami l’ha trovata a Torino.
Oltre alle due serie di fotografie, a Torino in prima mondiale, sono presentate due videoinstallazioni, Sleepers e Ten Minutes Older, oltre una serie di cortometraggi
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www.museonazionaledelcinema.it
www.holdenlab.it
karin gavassa
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