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fino al 16.I.2011 | Giorgio Morandi | Alba (cn), Fondazione Ferrero

di - 6 Dicembre 2010
Esprimere la natura, ovvero il mondo visibile, era
la cosa che maggiormente lo intrigava. Lavorava dal vero, e le cose semplici
erano per lui pretesti per esprimere sentimenti più nobili. Scriveva Mino Maccari nel 1928: “I quadri di Morandi rivelano la bellezza e
la poesia di quelle cose che per essere umili e modeste hanno bisogno di essere
capite, interpretate o descritte da un artista perché il mondo si accorga di
loro. Sono nature morte, paesi, campi, angoli solitari della natura non
‘pittoresca’, né orrida, né smagliante, ma comune, semplice, senza eccessi di linee,
di colori e di contrasti
”. E concludeva: “Morandi è un poeta”.

La pittura di Giorgio
Morandi
(Bologna, 1890-1964) è difficile e ostica, tonale ed equilibrata. È
noto come autore di nature morte, ma pochi conoscono l’altra sua attività:
quella di pittore di paesaggio. Come rammenta nella
nota in catalogo la curatrice della mostra, Maria Cristina Bandera, Morandi ha
iniziato proprio come paesista, per proseguire nel decennio che va dal 1914 al
1924. La sua attività – fatta salva la pausa metafisica che va dal 1918 al 1920
– riprende nel 1925 e acquista vigore nel 1927, anno del suo soggiorno estivo a
Grizzana, un piccolo e silenzioso paese dell’Appennino bolognese fatto di poche
case sparse, lì tra quelle valli che un tempo univano l’Emilia papale alla
Toscana dei Granduchi. L’altro luogo eletto, poco distante da Grizzana, era il
borgo di Roffeno. Sono questi i luoghi che Morandi amò ritrarre per una vita e
che sono il fulcro della mostra albese.


Provava un’affettuosa attenzione verso l’opera
giovanile di Corot, che sommava alla conoscenza di Piero della Francesca ma percepiva, mediati e trasfigurati,
i riflessi di Cézanne.

I paesaggi di Morandi, lirici ed essenziali,
vantarono presto l’apprezzamento della critica. Tra i
primi, Federico Zeri, che subito si accorse di lui e di questo peculiare
aspetto della sua pittura. Considerava questi dipinti fra i più alti
capolavori del paesaggismo di tutti i tempi. Ma la storia dell’artista
bolognese si intreccia con quella della cultura a lui contemporanea. È per
questo motivo che nella rassegna di Alba sono presenti opere che Morandi dedicò
ad artisti e intellettuali, da Malaparte a Casella, da Soffici a Campana e Ungaretti, nonché ai suoi primi collezionisti
ed estimatori, mecenati, critici e storici dell’arte come Longhi e Vitali,
Brandi e Magnani, Ragghianti, Venturi e Arcangeli.

La mostra prende avvio da un prezioso nucleo di
lavori giovanili degli anni ‘10, come Nevicata.
Prosegue il percorso cronologico, fino ad arrivare al
cospicuo nucleo di paesaggi degli anni ‘40, frutto della permanenza forzata di
Morandi a Grizzana durante la Seconda guerra mondiale.


Una raccolta unica, che segue la grande
monografica del 2008 del Metropolitan Museum di New York, che riconfermò la
grandezza internazionale dell’artista. Qui, 64 oli su tela e 6 acquarelli
attraversano i cinquant’anni di attività di Morandi, descrivendo i luoghi dove
ha reinventato la natura, attraverso quei silenti e quasi
astratti paesaggi ridotti a liriche, poetiche geometrie.

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mostra
visitata il 16 novembre 2010


dal 15 ottobre 2010 al 16 gennaio 2011

Giorgio
Morandi – L’essenza del paesaggio

a cura di Maria Cristina Bandera

Fondazione
Ferrero

Via Vivaro, 49 – 12051 Alba (CN)

Orario: da martedì a venerdì ore 15-19; sabato, domenica e festivi ore 10-19

Ingresso libero

Catalogo 24 Ore Cultura

Info: tel. +39 0173295259; fax +39 0173363274; info@fondazioneferrero.it; www.fondazioneferrero.it

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