Si entra nel museo un po’ titubanti perché forse si pensa che l’esposizione sia solo un’operazione commerciale legata a San Valentino. Grande errore. E grande stupore una volta varcata la soglia di questo museo. Subito quattro Ferrari che furono pilotate da altrettanti campioni. Il rosso fuoco conduce direttamente all’argomento dell’esposizione: la passione, l’amore – che sia per un’automobile o passione vera ed eterna. Chiudiamo la parentesi dedicata ai motori per sottolineare subito che questa retrospettiva deve essere riconosciuta per il grande evento che rappresenta, ossia la prima vera antologica dedicata a Raymond Peynet (Parigi, 1914-1999) a livello internazionale. La Regione Piemonte ancora una volta ha mostrato la sua apertura nei confronti degli eventi culturali di rilievo, proposti con grande serietà.
Attraverso un allestimento che fa onore alle opere, se ne possono ammirare circa 300: bozzetti, litografie, porcellane, bambole, carte da gioco; sì perché la mano di Peynet fu instancabile. A partire dagli esordi negli anni Trenta come illustratore di riviste umoristiche francesi (Le Rive o The Boulevardier) dove si nota già da subito l’impronta che identificherà la sua opera. Vediamo piccoli particolari di un erotismo molto raffinato che subito non vengono percepiti ma che lo sguardo malizioso può vedere. Nel corso degli anni Peynet, pur restando fedele al tema che lo rese celebre, sperimentò diverse tecniche ed indagò diversi ambiti creativi. Nel 1974 uscì in Italia un lungometraggio animato “Il giro del mondo degli innamorati di Peynet” per la regia di Cesare Perfetto e, pensate un po’, con le musiche di Ennio Morricone. Fra le opere esposte non vediamo solo disegni ed acqueforti, vignette erotico-umoristiche o manifesti, ma anche una serie di copertine di dischi che egli disegnò per molte case editrici, alcune delle quali giapponesi. Egli non fu un mito solo per i francesi, tant’è che anche in Giappone, a Karuizawa e a Sakuto-Cho (oltre che ad Antibes in Francia) ci sono dei musei dedicati ai suoi fidanzatini.
Varrebbe la pena soffermarsi ad osservare le vignette umoristiche dove gli innamorati vivono delle situazioni veramente divertenti ed allo stesso tempo ammiccanti…
Una sezione interessante è quella che gli viene dedicata con disegni di grandi umoristi e fumettisti come Coco, De Angelis, Bortolotti, Origone, Squillante, Contemori…e ancora il grande Cavandoli, Nardi, Giordano e tanti altri. In questo percorso così completo trovano posto anche alcune ceramiche che egli disegnò per Rosenthal. Così come le cartoline da lui disegnate che divennero oggetto di culto per i collezionisti. Il materiale esposto ci lascia intravedere una figura in definitiva lieve ed innamorata della vita, in fondo anche un po’ ossessionata da questo grande enigma racchiuso nella parola amore eterno.
Michela Cavagna
Mostra visitata il 22 Febbraio
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