La Gam si fa in due per il futuro.
Con il suo spirito innovativo e dinamico la galleria d’arte moderna e contemporanea di Torino riunisce nelle sale di via Magenta e in quella della Promotrice delle belle arti al parco del Valentino il nucleo di importanti lavori di arte contemporanea di autori italiani e stranieri, giunti a far parte delle collezioni della Galleria a seguito dell’acquisto da parte della Città di Torino e grazie alle donazioni di importanti enti e istituzioni.
Immagini di opere di Giuseppe Penone e Luigi Mainolfi accolgono lo spettatore nelle sale di via Magenta, insieme alla Semina di Pedro Cabrita-Reis e agli Anni Luce di Giulio Paolini, visibile anche negli spazi esterni; poi tutto d’un tratto irrompe leggero e sensuale Gladonio di Luigi Ontani, fragile ed erotico lato dell’umano al quale si accompagna l’intimo smarrimento e il disordine urbano di My City di Botto & Bruno dove in un’atmosfera decadente si ergono come spade lunghi palazzi occidentali che trafiggono il cielo purpureo, che si ritrova in My beautiful box I e II.
Procedendo nel percorso espositivo, si resta affascinati dal cinematografico taxi giallo di Daniele Galliano che contrasta con l’atmosfera asettica e immacolata creata dai pop corn di Eva Marisaldi.
Monica Carocci cattura l’anima con Linea Nigra I e II, mentre la luce illumina i ricordi di una stanza di Elisa Sighicelli. Ricordi, che si fanno voce e fremito nel video Let me be your eyes and enter your darkness di Ottonella Mocellin:
“ (…) è difficile comprendere chi ci abbandona (…) una stella che segue il cammino (…) tempo presente e passato presenti nel tempo futuro”.
Orange di Cabrita Reis, creata per un’esposizione alla Gam, diffonde calore negli spazi della Promotrice che si fanno leggeri e sognanti ne La stanza dove Marsilio sognava di dormire; “Un’opera nata per l’interesse verso disegni di cerchi concentrici realizzati da Giordano Bruno che, hanno portato l’artista a leggere scritti del filosofo nei quali frequenti sono i richiami a Marsilio Ficino”.
Uno spazio più drammatico e meditativo spetta alla Gabbia dello specchio di Michelangelo Pistoletto, un’installazione di sette elementi di ferro. Gli altri artisti esposti sono: Giovanni Anselmo, Stefano Arienti, Salvatore Astore, Massimo Bartolini, Domenico Bianchi, Alighiero Boetti, Enrica Borghi, Christine Borland, Botto & Bruno, Daniel Buren, Giulia Caira, Pier Paolo Calzolari, Gianni Caravaggio, Marco Gastini, Susy Gomez, Jannis Kounellis, Paolo Icaro, Sol Lewitt, Nicus Luca, Luigi Mainolfi, Miltos Manetas, Giuseppe Maraniello, Eva Marisaldi, Eliseo Mattiacci, Vittorio Messina, Liliana Moro, Paolo Mussat Sartor, Maurizio Nannucci, Mariele Neudecker, Nunzio, Luigi Ontani, Luca Pancrazzi, Claudio Parmiggiani, Giuseppe Penone, Perino E Vele, Gianni Piacentino, Pierluigi Pusole, Luisa Rabbia, Gerwald Rockenschaub, Remo Salvadori, Salvo, Josè Maria Sicilia, Giuseppe Spagnulo, Hannah Starkey, Beat Streuli, Alessandra Tesi, Marco Tirelli, Chen Zhen, Gilberto Zorio, Italo Zuffi.
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